Trieste (lunedì 12 gennaio 2026) — Si sono ulteriormente aggravate le condizioni di salute di T.S., il cittadino nepalese di 43 anni colto da un grave malore lo scorso 10 gennaio. L’uomo, ricoverato da sabato all’ospedale di Cattinara, è rimasto a lungo in arresto cardiaco e, secondo quanto trapela, il quadro clinico potrebbe evolvere verso la morte cerebrale.
di Matteo Della Bartola
Come già riportato nei giorni scorsi, T.S. era stato colpito da un’embolia polmonare massiva, che ha poi provocato l’arresto cardiaco. Una vicenda che ha acceso un acceso confronto politico e istituzionale, coinvolgendo il Consorzio italiano di solidarietà (Ics) e i sindacati di polizia.
Dai documenti pubblicati in un dossier emerge che il quarantatreenne aveva espresso per iscritto la volontà di richiedere protezione internazionale. Alla luce di questo, l’Ics ha accusato la Questura, definendo la drammatica situazione «l’esito diretto di prassi che ostacolano sistematicamente l’accesso al diritto d’asilo e alle misure di accoglienza».
Accuse respinte con forza dal Sap, il sindacato autonomo di polizia, che parla di «una gravissima quanto ignobile strumentalizzazione». Sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti, che ha criticato le posizioni dell’Ics: secondo Roberti, il presidente del Consorzio, Gianfranco Schiavone, «sta esagerando» e, qualora non avesse fiducia nelle istituzioni, dovrebbe «rifiutare i finanziamenti».
Nel frattempo emergono ulteriori dettagli sul percorso sanitario dell’uomo. Il 30 dicembre T.S. era stato visitato dai medici di Donk Humanitarian Medicine, che gli avevano consigliato di recarsi in ospedale per accertamenti. Tuttavia, il cittadino nepalese non si sarebbe mai presentato al Cattinara e solo una decina di giorni più tardi è stato ricoverato d’urgenza in seguito al malore.
Una vicenda che continua a suscitare interrogativi e polemiche, mentre resta alta l’apprensione per le condizioni dell’uomo, appese a un quadro clinico sempre più critico.
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