Trieste (mercoledì 24 settembre 2025) — Si era fatta versare un bonifico da 3.000 euro come acconto per l’acquisto di un Rolex, salvo poi disdire l’appuntamento per la consegna e rendersi irreperibile. Per questo una cinquantenne residente in Veneto è ora imputata a Trieste con l’accusa di truffa, e rischia anche l’aggravante della recidiva reiterata specifica.
di Matteo Della Bartola
Il caso risale all’agosto del 2023, quando, secondo quanto emerge dagli atti d’indagine coordinati dalla pm Lucia Baldovin, la donna avrebbe ingannato la vittima, un uomo sulla cinquantina, anche lui residente in Veneto, spacciandosi per imprenditrice nel settore del lusso e offrendosi di fare da intermediaria per l’acquisto di un orologio di pregio.
L’accusa parla chiaramente di “artifici e raggiri”: la donna avrebbe creato un falso contesto professionale, convincendo l’uomo a fidarsi di lei e a procedere con il versamento dell’anticipo. Dopo il pagamento, però, l’incontro previsto per la consegna non è mai avvenuto e ogni contatto si è interrotto.
L’imputata è difesa dall’avvocato Niccolò Zampaolo, del foro di Padova, che sostiene si sia trattato di un malinteso. Secondo la difesa, è in corso una trattativa per un risarcimento tra le parti, a dimostrazione della buona fede della donna.
Il processo proseguirà a metà ottobre davanti al giudice Barbara Camerin, con l’ascolto dei testimoni e della stessa imputata.
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