Trieste (mercoledì 24 settembre 2025) — Sarà estradato in Slovenia, dove dovrà affrontare un processo per due reati risalenti a circa dieci anni fa, tra cui il furto di un’auto di lusso e il possesso di documenti falsi. È quanto stabilito ieri, martedì 23 settembre, dalla Corte d’Appello di Trieste, che ha autorizzato la consegna di un 41enne cittadino sloveno, attualmente detenuto in regime di isolamento presso il carcere del Coroneo.
di Matteo Della Bartola
L’uomo era stato arrestato il 4 settembre a Muggia dai carabinieri, in esecuzione di due mandati d’arresto europeo (MAE) emessi dalle autorità slovene nel 2024. Le accuse riguardano il furto di una BMW da 125mila euro avvenuto nel 2014 a Klagenfurt – veicolo poi recuperato e restituito al legittimo proprietario – e l’utilizzo di documenti falsi nel 2015. Durante una perquisizione domiciliare successiva all’arresto, i militari hanno rinvenuto strumentazioni sospette, tra cui un jammer (dispositivo per disturbare i segnali) e targhe contraffatte.
In aula, il 41enne ha dichiarato: “Mi trovo in cella di isolamento, non mi permettono di vedere nessuno, nemmeno la mia fidanzata”. La donna, anche lei indagata, è stata denunciata a piede libero con l’accusa di complicità.
Durante il procedimento è stato ricordato che, secondo il diritto sloveno, i reati contestati sarebbero suscettibili di prescrizione dopo dieci anni. Tuttavia, la Corte ha ritenuto che l’indagato si sia reso irreperibile per un periodo, interrompendo quindi il decorso della prescrizione. L’uomo ha precedenti penali: nel 2017 fu arrestato per reati analoghi e condannato a 9 anni di reclusione. Dopo tre anni nel carcere di Padova, aveva ottenuto la misura alternativa dell’affidamento in prova.
A esprimere perplessità sulla decisione è stato il suo difensore, l’avvocato Antonio Cattarini: “La Slovenia è uno degli ultimi Paesi dell’Unione Europea in cui è ancora prevista la presenza fisica dell’imputato in aula. Forse si sta trasformando in un obbligo ciò che dovrebbe essere un diritto.”
E aggiunge: “Ritengo sproporzionata la misura della custodia cautelare per reati non gravi e risalenti ad almeno dieci anni fa. In Italia, in una situazione analoga, non si verificherebbe. Stiamo valutando un ricorso in Cassazione”.
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