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Italiani in Bosnia per “sparare sulla popolazione”: aperta un’inchiesta sui cecchini della domenica

Trieste — Arrivavano da tutto il Nord Italia, si radunavano a Trieste e da lì partivano verso la Bosnia, diretti a Sarajevo, dove – dalle colline che circondano la città – sparavano sulla popolazione civile durante l’assedio tra il 1993 e il 1995. È quanto emerge da una nuova inchiesta giudiziaria aperta dalla Procura di Trieste, che mira a identificare i cittadini italiani coinvolti in quelle che vengono descritte come vere e proprie “battute di caccia all’uomo”.

di Matteo Della Bartola

Come riportano La Repubblica e Il Giorno, il fascicolo, al momento a carico di ignoti, è stato aperto dal pm Alessandro Gobbis con l’ipotesi di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abbietti. L’indagine nasce da un esposto del giornalista e scrittore Ezio Gavazzeni, presentato con l’aiuto di due avvocati e dell’ex magistrato Guido Salvini.

Secondo quanto ricostruito, alcuni italiani avrebbero pagato ingenti somme alle milizie serbo-bosniache di Radovan Karadzic per poter partecipare all’assedio di Sarajevo come “snajperisti”, ossia cecchini appostati sulle alture da cui colpivano i cittadini. Questi “cecchini della domenica” sarebbero stati perlopiù simpatizzanti dell’estrema destra e appassionati d’armi, attratti dal macabro richiamo della guerra.

Nel fascicolo è stata inserita anche una relazione dell’ex sindaca di Sarajevo, Benjamina Karic, che segnala la presenza di “ricchi stranieri amanti di imprese disumane”. Il Giorno aggiunge che i partecipanti partivano da Trieste in aereo verso Belgrado, per poi proseguire in elicottero o via terra fino a Pale, Sarajevo o Mostar, dove sono stati avvistati altri “tiratori turistici”.

Un ruolo nell’organizzazione potrebbe averlo avuto Jovica Stanisic, ex capo dei servizi di sicurezza serbi, condannato a 15 anni all’Aia per crimini di guerra. L’ex agente bosniaco Edin Subasic ha inoltre ipotizzato che i voli da Trieste a Belgrado fossero operati dalla compagnia charter Aviogenex, fallita nel 2015.

Gli inquirenti ora cercano di dare un nome e un volto a chi, negli anni ’90, avrebbe preso parte a queste spedizioni disumane, pagando – secondo alcune stime – fino a 100mila euro (valore attuale) per pochi giorni di “caccia” alla popolazione inerme.

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Tag: , , , , , Last modified: Novembre 12, 2025
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