Trieste — In Friuli Venezia Giulia sono attualmente censiti 29 stabilimenti soggetti alla normativa “Seveso”: di questi, 15 ricadono sotto competenza statale e 14 sotto quella regionale. Le attività principali riguardano impianti chimici e depositi di Gpl, affiancati da altre realtà industriali che, seppur meno numerose, giocano un ruolo significativo nell’economia locale.
di Matteo Della Bartola
Ieri a Trieste si è svolto il convegno “Attuazione del D.Lgs. 105/2015 ‘Legge Seveso’ in Friuli Venezia Giulia”, dedicato alla gestione e alla prevenzione dei rischi di incidente rilevante sul territorio. All’incontro ha partecipato l’assessore regionale all’Ambiente, Fabio Scoccimarro, che ha sottolineato l’impegno della Regione nel rafforzare la sicurezza industriale e la tutela ambientale.
“La Regione continua a potenziare le misure di prevenzione dei rischi industriali attraverso un piano specifico avviato nella legislatura precedente e rinnovato fino al 2027”, ha dichiarato Scoccimarro. L’assessore ha ricordato che la Legge Seveso, recepita nel D.Lgs. 105/2015, attribuisce alle Regioni precise responsabilità tecniche e amministrative in materia di sicurezza industriale.
“La nostra Amministrazione ha affrontato questi compiti con serietà e determinazione fin dal 2018, approvando il primo Piano regionale delle ispezioni degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante, oggi aggiornato per il triennio 2025-2027”, ha spiegato Scoccimarro.
Inoltre, nel giugno 2024, è stato avviato un percorso formativo rivolto ai portatori di interesse, volto a favorire trasparenza e condivisione. Il seminario odierno rappresenta la naturale prosecuzione di quell’iniziativa, concentrandosi sulla prevenzione dei rischi e sui modelli di intervento degli enti competenti, in linea con gli strumenti di pianificazione di emergenza esterna.
Tag: convegno, friuli venezia giulia, legge seveso, stabilimenti a rischio, Trieste Last modified: Novembre 11, 2025

