Trieste (mercoledì 28 gennaio 2026) — Una sottolineatura dura e carica di amarezza quella espressa dal rabbino di Trieste, Alexander Meloni, nel commentare le celebrazioni del Giorno della Memoria alla Risiera di San Sabba. Per il rabbino, la ricorrenza rischia di aver smarrito il suo significato più profondo, trasformandosi in un’occasione mancata.
di Matteo Della Bartola
«Il Giorno della Memoria è un fallimento – ha affermato Meloni – perché è stato interpretato soltanto come il giorno delle vittime ebree del genocidio, mentre doveva e deve essere il giorno in cui si ricorda cos’è la coscienza dell’umanità». Un giudizio netto, che trova riscontro, secondo il rabbino, nella scarsissima partecipazione di pubblico registrata quest’anno alla cerimonia.
All’interno della Risiera sono infatti entrate 364 persone, a fronte di una capienza massima di 2.200 partecipanti. Un dato che ha alimentato la polemica e acceso la riflessione sul senso e sull’efficacia delle commemorazioni.
«Mi chiedo se stiamo facendo le cose nel modo giusto – ha aggiunto il rabbino –. Dove sono i giovani? Dove sono le scuole?». Domande che suonano come un appello diretto alle istituzioni e alla società civile, chiamate a interrogarsi su come trasmettere alle nuove generazioni il valore universale della memoria, affinché non resti un rito formale ma diventi consapevolezza condivisa.
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