Scritto da 3:53 pm Trieste, Cronaca

Innoway, cassa integrazione per metà del personale a Bagnoli: sindacati in presidio davanti alla fabbrica

Trieste (mercoledì 28 gennaio 2026) — Metà del personale della Innoway, nello stabilimento ex Wärtsilä di Bagnoli della Rosandra, va in cassa integrazione per otto giorni a causa di un problema con un fornitore. La decisione ha acceso la protesta delle Rsu e dei sindacati, che questa mattina, mercoledì 28 gennaio, hanno organizzato un presidio-assemblea davanti ai cancelli della fabbrica, nonostante le condizioni meteo avverse.

di Matteo Della Bartola

Innoway è la joint venture tra il gruppo MSC e Innofreight, specializzata nella produzione di carri merci ferroviari innovativi e modulari, subentrata a Wärtsilä nella gestione del sito produttivo. Uilm, Fim Cisl e Fiom Cgil – cui si è aggiunta una presa di posizione separata di Usb – denunciano una mancanza di trasparenza da parte dell’azienda, già oggetto di critiche nelle scorse settimane per problemi organizzativi e gestionali.

Nel mirino dei sindacati c’è in particolare l’incontro tenutosi lo scorso 22 gennaio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). In quell’occasione, spiegano le sigle confederali in un comunicato congiunto, l’azienda non avrebbe comunicato l’intenzione di ricorrere alla cassa integrazione per oltre una settimana, parlando invece di una carenza di materiali che avrebbe comportato «al massimo quattro venerdì di cassa integrazione».

Durante l’assemblea di oggi, Antonio Rodà (Uilm) ha dichiarato che «la disorganizzazione ha caratterizzato questa azienda sin dall’inizio» e che «le cose non vanno bene rispetto ai modi di comunicare: c’è il rischio che venga nascosto qualcosa che scricchiola», al di là di «piani industriali sicuramente ambiziosi». Rodà ha riferito che al Mimit l’azienda aveva parlato di «una o due giornate di problemi legati alle forniture», citando anche un fornitore croato, e presentando la situazione come temporanea. «Secondo noi – ha aggiunto – l’azienda sapeva già che il problema era ben più grande».

I sindacati sollevano inoltre la questione dei finanziamenti del Contratto di Sviluppo, per i quali Innoway dovrebbe presentare a Invitalia la documentazione necessaria, indispensabile per futuri investimenti strutturali sulle linee produttive. I documenti dovrebbero essere trasmessi entro sabato, ma al momento – denunciano le organizzazioni sindacali – non sarebbero stati ancora condivisi con le Rsu. Chiara Lucchetto (Fiom) ha riferito che l’azienda avrebbe parlato di «problemi con il formato del Pdf». In assenza dell’invio della documentazione, i sindacati annunciano la richiesta urgente di un incontro con la Regione.

Duro anche l’intervento di Pasquale Stasio, segretario generale della Fim Cisl Friuli Venezia Giulia: «Non accettiamo questo atteggiamento aziendale. Un Paese come l’Italia e una regione come il Friuli Venezia Giulia non possono tollerare comportamenti di questo tipo da chi si definisce imprenditore».

Sul caso è intervenuta infine anche Usb lavoro privato, che denuncia l’esclusione dell’organizzazione da alcune riunioni sindacali, nonostante i richiami formali già avanzati al Ministero sul tema della rappresentanza. «Se l’azienda continuerà su questa strada – afferma Usb – saremo costretti ad adire le vie legali, ricorrendo al giudice per far valere pienamente i nostri diritti e quelli dei lavoratori che rappresentiamo».

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Tag: , , , , , , Last modified: Gennaio 28, 2026
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