Trieste (mercoledì 28 gennaio 2026) — «Siamo umiliati per la prepotenza con cui si governa il mondo e per le violenze e i soprusi che continuano a schiacciare i popoli». Con queste parole l’arcivescovo Enrico Trevisi ha aperto il suo intervento in occasione della Giornata della Memoria, richiamando anche «l’insorgere continuo di razzismo, antisemitismo, vessazioni e angherie che spargono odio, violenza e pregiudizio».
di Matteo Della Bartola
Nel suo discorso, fortemente incentrato sui drammi dell’attualità, l’arcivescovo ha denunciato anche «la strumentalizzazione del nome di Dio e delle religioni», utilizzate per giustificare sopraffazioni e prepotenze e per calpestare i diritti delle persone e dei popoli. Un richiamo diretto a una responsabilità collettiva che non può essere elusa.
Trevisi ha inoltre posto l’accento sull’indifferenza che, a suo giudizio, sta dilagando nelle società contemporanee. «Non ci si commuove e non ci si indigna per chi soffre, per chi è solo, per chi vive nella miseria», ha affermato, sottolineando la necessità di «compromettere anzitutto noi stessi prima di accusare altri».
Nel momento conclusivo della cerimonia, l’arcivescovo ha rivolto una preghiera per le vittime della violenza ideologica: «Nella tua pace, o Dio, accogli i nostri cari defunti uccisi qui e altrove dal furore ideologico. La memoria del loro sacrificio – ha concluso – ci renda coraggiosi nella ricerca della verità e nel rispetto che è dovuto sempre a ogni persona».
Tag: arcivescovo trevisi, giornata della memoria, risiera di san sabba, Trieste Last modified: Gennaio 28, 2026

