Trieste (sabato 6 dicembre 2025) — Per la prima volta, l’équipe della Clinica ORL di Asugi – diretta dal professor Giancarlo Tirelli – ha eseguito un impianto cocleare utilizzando un braccio robotico di ultima generazione, applicato alla fase più delicata dell’intervento: l’inserimento dell’elettrodo nella coclea. La procedura è stata effettuata su una donna di 72 anni affetta da grave sordità, segnando un nuovo traguardo nella chirurgia otorinolaringoiatrica italiana.
di Matteo Della Bartola
L’impianto cocleare rappresenta un’opportunità fondamentale per adulti e bambini con sordità profonda che non traggono beneficio dalle tradizionali protesi acustiche. Grazie a questo dispositivo, la percezione dei suoni può essere recuperata, con un impatto significativo sulla qualità della vita e sulle possibilità comunicative.
“Per questi trattamenti si apre una nuova epoca a livello regionale – ha dichiarato Tirelli –. Trieste oggi rappresenta l’avanguardia, ma questo tipo di intervento potrà entrare nella normale operatività anche di altri reparti, migliorando la qualità delle cure per i cittadini affetti da patologie dell’udito”.
Anche l’assessore regionale alla salute, Riccardo Riccardi, ha espresso soddisfazione:
“Il progresso tecnologico in chirurgia può semplificare gli interventi e migliorarne gli esiti, ottimizzando le risorse e rispondendo in modo più efficace alle necessità dei cittadini. La tecnologia deve però inserirsi in un progetto gestionale organico, dove programmazione, organizzazione e sostenibilità sono elementi fondamentali”.
Il braccio robotico utilizzato nell’intervento ha consentito di definire e mantenere con estrema precisione la traiettoria dell’array di elettrodi, garantendone un inserimento controllato e atraumatico nella coclea, sede delle cellule acustiche responsabili dell’udito.
Questa tecnologia riduce in modo significativo il rischio di danneggiare le delicate strutture nervose dell’orecchio interno, un fattore determinante per il successo della successiva riabilitazione uditiva.
La paziente operata presentava una sordità profonda bilaterale, un’anatomia particolarmente complessa e un aneurisma cerebrale non trattabile chirurgicamente. Nonostante ciò, l’intervento di impianto cocleare è stato possibile e si è concluso con esito favorevole e senza complicanze postoperatorie.
Grazie al sistema robotizzato – sempre sotto il controllo diretto dei microchirurghi – è stato possibile operare con un approccio minimamente invasivo, riducendo il trauma chirurgico e preservando al massimo le strutture uditive residue, fondamentali per il recupero dell’udito nella fase riabilitativa.
Con questo intervento, Trieste conferma il proprio ruolo di riferimento nazionale nell’applicazione delle tecnologie più avanzate in otorinolaringoiatria, aprendo nuove prospettive per il futuro della chirurgia dell’udito.
Tag: Asugi, braccio robotico, chirurgia, impianto cocleare, Trieste Last modified: Dicembre 6, 2025

