Trieste (lunedì 1° dicembre 2025) — Il Teatro Verdi di Trieste esce finalmente da mesi di stallo e dal rischio concreto di commissariamento. La nomina di Giuliano Polo come nuovo sovrintendente, affiancato dal riconfermato direttore musicale Enrico Calesso e dal nuovo direttore artistico Valerio Vicari, ha permesso di ricomporre il lungo braccio di ferro tra Comune e Ministero della Cultura che ha paralizzato la governance del lirico triestino per oltre tre mesi.
di Matteo Della Bartola
Fino a poche settimane fa, sul Verdi aleggiava l’ombra del commissariamento. Il sindaco Roberto Dipiazza, presidente della Fondazione del teatro, sosteneva con forza la nomina di Polo, mentre il Ministero si era mostrato contrario, senza tuttavia avanzare un’alternativa condivisa. La proposta del Consiglio di indirizzo, che aveva indicato Polo senza unanimità e con l’astensione dei due rappresentanti del Mic, aveva prodotto uno stallo prolungato.
Si era persino ventilata l’ipotesi dell’arrivo a Trieste di Beatrice Venezi, nome sostenuto da Fratelli d’Italia e al centro di polemiche per la possibile nomina alla Fenice di Venezia. Una voce poi smentita.
La situazione si è sbloccata due settimane fa, quando Dipiazza – dopo un incontro a Udine con il ministro Gennaro Sangiuliano – ha annunciato la nomina ufficiale di Polo.
Elemento decisivo dell’accordo sembra essere stata la scelta di Valerio Vicari come direttore artistico. Romano, classe 1980, Vicari vanta una consolidata collaborazione con il Ministero della Cultura, di cui è componente della Commissione Mic Festival per la valutazione dei finanziamenti a festival, cori e bande. Un profilo che potrebbe aver contribuito a rassicurare il Mic sulla linea artistica e gestionale del teatro, favorendo la conferma di Polo.
Nonostante sia poco conosciuto negli ambienti triestini, Vicari porta con sé un curriculum ricco e coerente con il nuovo incarico.
Vicari è noto come socio fondatore e direttore artistico della Roma Tre Orchestra, il primo ensemble orchestrale nato all’interno di un’università pubblica romana, che guida dal 2005. Sotto la sua supervisione sono nate stagioni musicali che hanno coinvolto istituzioni quali Roma Capitale, il Teatro di Roma, ambasciate, festival e teatri nazionali e internazionali.
Il celebre direttore d’orchestra austriaco Gustav Kuhn ha più volte espresso pubblicamente stima nei suoi confronti — l’ultima al suo ottantesimo compleanno — e ha di recente diretto la Roma Tre Orchestra. In molti si chiedono ora se Vicari riuscirà a riportare Kuhn nei cartelloni futuri del Teatro Verdi.
Lo scorso maggio Vicari è arrivato secondo in graduatoria per la nomina a sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari, poi affidato ad Andrea Cigni. In corsa c’erano anche figure legate alla storia del Verdi, come Fulvio Macciardi.
Tra gli altri incarichi di rilievo figurano la collaborazione con l’Inps e la presidenza pluriennale del Fondo Psmsad (pittori, scultori, musicisti, scrittori, autori drammatici), dedicato al sostegno professionale e formativo degli iscritti.
Nato nel 1980, con studi al Conservatorio di Santa Cecilia in composizione e pianoforte, Vicari ha scelto di dedicarsi non alla carriera esecutiva ma agli aspetti organizzativi e gestionali della musica. Ha due lauree — in pubblica amministrazione e in filologia dantesca — ed è autore del libro “Richard Wagner, il cane e il pappagallo”, una biografia emotiva del compositore tedesco.
Non risultano precedenti collaborazioni con il mondo culturale triestino, anche se è cresciuto in un quartiere di Roma che porta proprio il nome di Trieste. Una coincidenza che, chissà, potrebbe rivelarsi di buon auspicio.
Con la nuova governance, il Verdi tenta di lasciarsi alle spalle mesi di incertezza e tensioni istituzionali. Resta ora da capire come la squadra Polo–Vicari–Calesso riuscirà a rilanciare il teatro, conciliando sensibilità politiche diverse e restituendo slancio a una delle istituzioni culturali più importanti del capoluogo giuliano.
Tag: direttore artistico, giuliano polo, teatro verdi, Trieste, valerio vicari Last modified: Dicembre 1, 2025

