Trieste (giovedì 22 gennaio 2026) — Nuovo sgombero all’interno di uno dei magazzini abbandonati di Porto Vecchio e nuovo maxi trasferimento di richiedenti asilo fuori regione. Dalle 7.15 di oggi, 22 gennaio, è in corso una vasta operazione coordinata dalla Prefettura di Trieste nell’area dell’ex scalo asburgico, in particolare all’interno del magazzino 4.
di Matteo Della Bartola
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato che, prima di concentrare le persone nella zona della pensilina per le operazioni di controllo sanitario e per l’espletamento delle eventuali pratiche burocratiche, hanno avviato una perlustrazione all’interno dell’edificio con l’obiettivo di “rintracciare i migranti”. Al momento sono oltre cento le persone in attesa di essere trasferite.
L’ultima operazione di sgombero e trasferimento si era svolta senza particolari criticità sul piano operativo, ma si era conclusa nel peggiore dei modi con il rinvenimento del cadavere di un giovane di origini nordafricane. Un decesso che aveva innescato forti polemiche politiche, anche alla luce di altri episodi avvenuti nei giorni immediatamente precedenti, con la morte di migranti a Udine e Pordenone.
La situazione era poi ulteriormente degenerata nello scontro tra l’Istituto Consorzio Italiano di Solidarietà, guidato da Gianfranco Schiavone, la Questura — che in questi casi mantiene la linea del “no comment” — e la destra di governo, sia a livello regionale che locale. Il riferimento è al caso di un quarantenne di nazionalità nepalese, morto all’ospedale di Cattinara dopo essere stato colpito da un arresto cardiaco in seguito a un’embolia polmonare.
Già nelle scorse settimane il prefetto di Trieste, Giuseppe Petronzi, aveva annunciato un incremento della frequenza dei trasferimenti. In mattinata sono attese le reazioni delle associazioni che si occupano di accoglienza, sulla scia delle parole pronunciate dallo stesso Schiavone in occasione dell’ultimo sgombero: «Non serve a nulla, tanto domani sarà di nuovo uguale». La chiusura di un magazzino, infatti, si traduce spesso nello spostamento dei migranti verso un altro edificio abbandonato.
Nel frattempo, alle spalle di Trieste, continua senza sosta il traffico di migranti lungo la rotta balcanica, gestito da passeur di diverse nazionalità, tra cui spiccano gli ucraini. Solo nel mese di gennaio, in Slovenia, si contano già tre arresti legati a queste attività.
Tag: migranti, polizia, porto vecchio, sgombero, Trieste Last modified: Gennaio 22, 2026

