Scritto da 8:43 am Trieste, Attualità

Cabinovia, il Comitato No Ovovia attacca il Comune: «Ricorso al Consiglio di Stato è un tentativo di autoassoluzione»

Trieste (giovedì 22 gennaio 2026) — È un «tentativo del Comune di autoassolversi» la decisione di ricorrere al Consiglio di Stato contro le sentenze del Tar che hanno di fatto bloccato il progetto della cabinovia cittadina. A sostenerlo è il Comitato No Ovovia, che torna a criticare duramente l’amministrazione comunale attraverso un comunicato firmato da William Starc, uno dei portavoce del movimento.

di Matteo Della Bartola

Secondo il comitato, la scelta di impugnare le decisioni del Tar non sarebbe motivata da una reale fiducia nell’ottenere un esito favorevole. «Riteniamo che ricorrere al Consiglio di Stato non dipenda dalla fiducia di poter ottenere una sentenza positiva – scrive Starc – ma dalla volontà di dimostrare alle imprese cui è stato affidato il progetto di aver avviato tutte le azioni possibili per favorirne l’esecuzione». Un passaggio che, per il fronte del no, servirebbe soprattutto a tutelare il Comune dal rischio di incorrere nelle penali previste dai contratti.

Nel frattempo resta l’incognita del ruolo della Regione. «I pronunciamenti occasionali del presidente a mezzo stampa non fanno chiarezza sulle intenzioni di un ricorso regionale in appoggio a quello comunale», sottolinea il comitato, evidenziando una situazione di incertezza istituzionale che si aggiungerebbe a un quadro economico già problematico.

Tra le principali criticità sollevate c’è infatti l’aumento dei costi a carico delle casse comunali, ritenuti superiori rispetto alle stime del 2023, per un’opera che inizialmente era stata presentata come gratuita per la cittadinanza triestina. Un’ipotesi che, tuttavia, è stata smentita sulla stampa locale dall’assessore alle Politiche finanziarie, Everest Bertoli.

A pesare, secondo il Comitato No Ovovia, sono anche le spese legali: l’affidamento a uno studio esterno per la gestione dei ricorsi avrebbe già comportato un impegno di circa 156mila euro, ai quali si aggiungerebbero ulteriori 55mila euro per la presentazione del caso al Consiglio di Stato. Costi che, denunciano i contrari all’opera, ricadrebbero interamente sui contribuenti.

Resta infine aperta, almeno per il fronte del no, l’ipotesi di un referendum cittadino, indicato come possibile strumento per rimettere la decisione finale nelle mani dei triestini.

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Tag: , , , , Last modified: Gennaio 22, 2026
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