Trieste (mercoledì 3 settembre 2025) — Secondo l’ultima analisi della Fondazione GIMBE, il Friuli Venezia Giulia migliora sensibilmente nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ovvero le prestazioni sanitarie che il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto a garantire gratuitamente o tramite ticket. Con un punteggio complessivo di 235 su 300, la regione si posiziona al nono posto a livello nazionale, evidenziando un chiaro passo avanti rispetto all’anno precedente.
di Matteo Della Bartola
Il risultato è confermato anche dal Ministero della Salute, che ha classificato il Friuli Venezia Giulia come “adempiente”, ovvero in linea con gli standard minimi richiesti. “Si tratta della vera e propria pagella della sanità regionale – spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE – che consente di promuovere le regioni virtuose e individuare quelle con criticità”.
Nel 2023, il Friuli Venezia Giulia ha guadagnato 16 punti rispetto al 2022, classificandosi terza regione in Italia per miglioramento delle performance sanitarie. Il monitoraggio GIMBE si basa su 26 indicatori, suddivisi in tre macro-aree:
- Prevenzione collettiva: 8° posto con 81 punti
- Assistenza distrettuale (sul territorio): 9° posto con 81 punti
- Assistenza ospedaliera: 14° posto con 73 punti, in lieve calo rispetto ai 75,3 dell’anno precedente
Il quadro nazionale mostra però forti diseguaglianze. Solo 13 Regioni su 21 hanno rispettato gli standard essenziali nel 2023. Il divario territoriale resta evidente: solo 3 Regioni del Mezzogiorno sono risultate adempienti, mentre nelle ultime sette posizioni della classifica, tranne la Valle d’Aosta, figurano esclusivamente realtà del Sud.
“Questi dati – conclude Cartabellotta – confermano che in Italia la tutela della salute è ancora fortemente influenzata dalla Regione di residenza. La frattura tra Nord e Sud non solo persiste, ma continua ad allargarsi”.
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