Basovizza (martedì 10 febbraio 2026) — Un messaggio di memoria, preghiera e responsabilità collettiva è risuonato a Basovizza durante la commemorazione del Giorno del Ricordo. A pronunciarlo è stato monsignor Enrico Trevisi, vescovo di Trieste, intervenuto nel luogo simbolo delle foibe per rendere omaggio alle vittime delle violenze consumate sul confine orientale.
di Matteo Della Bartola
«Siamo qui a pregare per le vittime dell’odio che sono state uccise in queste foibe e in tutte le foibe. Preghiamo per loro e per le loro famiglie», ha affermato il presule nel corso della cerimonia. Un ricordo che si è esteso a tutte le vittime delle tragedie generate dalle ideologie del Novecento. «Preghiamo per tutte le vittime delle tragedie che le ideologie – nazista, fascista e comunista – hanno causato. In particolare, ricordiamo anche le vittime di Vergarolla. Mai più», ha aggiunto.
Nel suo intervento, monsignor Trevisi ha anche invitato a una riflessione profonda sulle responsabilità collettive, chiedendo perdono «per le nostre complicità con chi diffonde odio e semina discordia». Parole forti, accompagnate da un appello alla coscienza e alla memoria condivisa.
«Il nostro grido sale a Dio perché siamo atterriti per la cattiveria che ha ferito questa nostra terra», ha proseguito il vescovo, definendo le vittime di oltre ottant’anni fa «inermi e innocenti, sacrificate alle ideologie più contraddittorie e accecate da una prepotenza vile».
Una commemorazione che, ancora una volta, ha richiamato il valore del ricordo come strumento indispensabile per costruire un futuro libero dall’odio e dalla violenza ideologica.
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