Trieste (martedì 9 settembre 2025) — I presidenti di Confartigianato delle province di Trieste e Gorizia fanno il punto sulla seconda metà del 2025 e tracciano le prime linee di tendenza per il 2026. Tra criticità persistenti e segnali di fiducia, il comparto artigiano si muove in un contesto che richiede attenzione e visione strategica.
di Matteo Della Bartola
A Trieste, l’artigianato si conferma solido, trainato soprattutto dai servizi più che dalla produzione. “Il numero di aziende e addetti si mantiene stabile – spiega Lino Calcina, presidente di Confartigianato Trieste – e la relativa distanza dalla manifattura industriale ha permesso al nostro tessuto economico di restare in equilibrio, nonostante le difficoltà che interessano altre filiere”.
Tuttavia, non mancano i nodi da sciogliere. Tre le principali criticità individuate: il costo del denaro, quello dell’energia (elettrica e gas), e la carenza di figure professionali specializzate. “L’accesso al credito è leggermente migliorato – precisa Calcina – ma i tassi restano alti e gravano sui bilanci aziendali. Anche i costi energetici continuano a essere elevati e rappresentano una voce pesante per molte imprese”.
A pesare è anche la crescente difficoltà nel reperire manodopera qualificata. Le figure più richieste? Operatori su macchine a controllo numerico, capi cantiere, idraulici, panificatori e pasticceri. “Sarebbe possibile fare di più, ma manca il personale. Serve una riflessione profonda su scuola e orientamento – conclude Calcina – per restituire dignità e attrattività a questi mestieri. Altrimenti, in futuro, rischiamo un impoverimento del tessuto imprenditoriale e un’impennata dei costi per i clienti”.
Anche a Gorizia il clima appare relativamente stabile, ma con uno sguardo già orientato al 2026. “Il secondo semestre del 2025 si apre all’insegna della continuità – spiega Ariano Medeot, presidente di Confartigianato Gorizia – ma la vera prospettiva positiva arriva dal prossimo anno, quando molte aziende puntano a diversificare i mercati di riferimento”.
Le imprese dei servizi alla persona e del benessere registrano una crescita costante, mentre l’edilizia torna ad attrarre interesse grazie a due fattori:
- il calo dei tassi di interesse, che stimola i giovani ad accendere mutui;
- i bandi regionali attivati ad agosto, che iniziano a produrre effetti concreti.
“Va però fatta una riflessione sul peso dei mutui – aggiunge Medeot –. Oggi, per acquistare una casa, un giovane si indebita per trent’anni, mentre trent’anni fa lo stesso debito si estingueva in metà tempo. È il segno evidente di un sistema che non funziona come dovrebbe”.
Tra gli sviluppi più significativi del 2025, Medeot segnala i processi di aggregazione e fusione nel settore della meccanica: “Si tratta di un cambiamento importante. Imprese strutturate si stanno unendo per affrontare mercati più competitivi e ottenere commesse di maggiore rilevanza: un segnale di maturità e visione industriale”.
Infine, sul fronte del credito, viene riconosciuto il ruolo chiave della Regione Friuli Venezia Giulia: “I fondi di rotazione regionali sono una risorsa preziosa per il nostro comparto. Rappresentano una particolarità del nostro territorio e vanno sostenuti con forza. Il giudizio non può che essere positivo”.
In sintesi, il sistema artigiano del Friuli Venezia Giulia si mostra resiliente, ma non privo di sfide. Il 2026 potrebbe rappresentare un anno di svolta, soprattutto se accompagnato da politiche attive su formazione, credito e innovazione.
Tag: bilancio, confartigianato, gorizia, imprese, Trieste Last modified: Settembre 9, 2025

