Trieste (mercoledì 10 settembre 2025) — “La GoPro è stata a disposizione della Procura per mesi. Hanno scaricato tutto: foto, video. Quando hanno finito, mi è stata restituita”. Lo ha dichiarato Sebastiano Visintin, marito di Liliana Resinovich, intervenendo nella puntata odierna di Porta a Porta, in onda questa sera. La notizia è riportata dall’Ansa.
di Matteo Della Bartola
Durante la trasmissione, Visintin si è presentato portando con sé la telecamera al centro dell’attenzione mediatica. In particolare, ha voluto rispondere alle polemiche riguardo alla formattazione della scheda di memoria, avvenuta il 13 giugno 2023, lo stesso giorno in cui il GIP di Trieste, Luigi Dainotti, respinse la richiesta di archiviazione del caso e dispose nuovi accertamenti, indicando una ventina di punti da approfondire.
“Quando ho finito di fare le mie cose – ha spiegato Visintin – attacco il PC e scarico tutto sull’hard disk. Quindi, che senso ha tenere ancora i file nella scheda della fotocamera?”.
Visintin ha inoltre ricordato che tutti gli hard disk in suo possesso sono stati sequestrati dagli inquirenti.
Durante la puntata, il conduttore Bruno Vespa ha citato una relazione della polizia postale secondo cui, in quella data, sarebbero scomparse solo alcune immagini dalla memoria della GoPro. Una circostanza che ha sollevato ulteriori interrogativi. “Non so da dove venga fuori questa notizia”, ha replicato Visintin. “È l’ennesimo flop del gruppo Penelope, che si occupa dei familiari di Liliana. Questo non dimostra niente”.
Il caso di Liliana Resinovich, la donna triestina scomparsa a fine 2021 e ritrovata senza vita dopo giorni di ricerche, resta al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e della magistratura. La recente riapertura delle indagini ha riacceso il dibattito su numerosi aspetti ancora oscuri.
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