Trieste — Un’importante operazione di recupero dei rifiuti marini si è svolta ieri nei fondali antistanti i “Topolini”, sul lungomare di Barcola. Una rete da pesca abbandonata – tra le attrezzature fantasma più pericolose per la fauna e la flora marine – è stata individuata e rimossa da una squadra di subacquei volontari, grazie a un intervento coordinato e patrocinato dal Comitato regionale Fipsas Fvg. Alla missione hanno preso parte l’Asd SubSea Club Trieste e l’associazione ambientale L’Altritalia Ambiente, con il supporto dell’Area marina protetta di Miramare e del Nucleo sommozzatori della Guardia di Finanza della stazione navale di Trieste.
di Matteo Della Bartola
La rete, lunga circa trenta metri e in gran parte sepolta sotto un consistente strato di sabbia, rappresentava una trappola attiva per la vita marina. Le correnti, modificando costantemente la posizione del materiale, ne aumentavano l’impatto sulla fauna, nonostante l’interramento. La rimozione si è rivelata complessa: la sospensione di sabbia sollevata dagli operatori riduceva rapidamente la visibilità subacquea, rendendo necessari grande esperienza, coordinamento e protocolli di sicurezza collaudati durante i numerosi interventi precedenti.
Una volta completato il recupero, la squadra si è spostata nell’area del lungomare del California, dove sono stati estratti dal fondale altri rifiuti voluminosi: due pneumatici di camion, uno d’auto, plastica e parti di cabine di stabilimenti balneari, sollevati grazie all’uso di palloni di galleggiamento e caricati su un’imbarcazione dotata di gru.
Con questa operazione si chiude la fase invernale 2025 del progetto di pulizia dei fondali. Il Gruppo Dondoli annuncia di aver raggiunto un traguardo significativo: dopo quattro anni di monitoraggi e oltre 120 immersioni di recupero, il tratto di mare compreso tra la Pineta di Barcola e le scalette del bivio di Miramare – fino a 50 metri dalla riva – può essere formalmente considerato “rifiuti free”, almeno per quanto riguarda i materiali visibili.
A supportare le operazioni, l’Area Marina Protetta di Miramare e Shoreline hanno messo a disposizione due imbarcazioni e hanno supervisionato tutte le fasi dell’intervento.
“Siamo sempre soddisfatti di questi risultati – ha commentato Gianluca Coidessa, vicepresidente della Fipsas –. I subacquei volontari hanno mappato l’area nelle settimane precedenti, individuando la rete e gli altri rifiuti. Abbiamo pianificato la rimozione lavorando in squadra, come nelle operazioni passate. Il risultato è stato preciso, efficace e sicuro per tutti”.
Come nelle precedenti occasioni, era presente anche il Nucleo sommozzatori della Guardia di Finanza di Trieste, che ha fornito un gommone, personale di bordo e un sub dedicato alle operazioni in acqua. Al fianco del progetto anche il Comune di Trieste, con AcegasApsAmga Spa incaricata dello smaltimento dei materiali recuperati.
Tag: barcola, pulizia mari, rete fantasma, Trieste Last modified: Novembre 25, 2025

