Gorgonzola (martedì 9 dicembre 2025) — La Triestina non riesce a cambiare marcia. Nel posticipo della ventesima giornata, gli alabardati tornano da Gorgonzola con una sconfitta che pesa sia per la classifica sia per il morale. Contro la Giana Erminio finisce 2-1: due calci di rigore, realizzati da Vitale in avvio e da Lamesta in pieno finale, condannano la squadra di Tesser, a cui non basta il momentaneo pareggio firmato da Vertainen a inizio ripresa.
di Matteo Della Bartola
Da quando Attilio Tesser siede in panchina, la Triestina fatica tremendamente a fare punti. Su 21 disponibili la squadra ne ha raccolti soltanto cinque: una vittoria (arrivata appena nel turno precedente), due pareggi e ben quattro sconfitte. Il trend difensivo è preoccupante: nove i gol subiti nelle ultime sette uscite, mentre l’attacco continua a produrre poco, con appena cinque reti realizzate nello stesso arco di tempo.
Il cammino in trasferta è ancor più allarmante: zero vittorie, tre sconfitte e un pareggio nelle quattro gare lontano dal “Rocco”. In casa il bilancio non è molto migliore: una vittoria (contro la Pro Patria), un pareggio (col Trento) e una sconfitta contro la corazzata Brescia. Numeri ben diversi rispetto all’ottimo avvio di stagione.
Nella prima parte del campionato, nonostante una penalizzazione pesantissima causata dalla precedente gestione societaria (Rosenzweig, Menta e Stella), la Triestina di Pasquale Marino aveva messo insieme un bottino ben più consistente: 13 punti nelle prime dieci giornate. Frutto di tre vittorie, quattro pareggi e tre sconfitte, tutte maturate in trasferta.
È significativo un dato: anche vincendo tutte le prossime tre partite, la Triestina di Tesser non riuscirebbe comunque a eguagliare il rendimento dell’avvio targato Marino. Da qui nasce un interrogativo inevitabile: si è inceppato qualcosa proprio nel momento decisivo, oppure il calendario ha semplicemente proposto avversari più impegnativi?
Un confronto più attento permette di mettere in ordine alcuni fattori. Nelle prime dieci giornate l’Unione aveva affrontato formazioni come Alcione, Lecco, Ospitaletto, Lumezzane, Arzignano, Inter, Renate, Novara, Cittadella e Pergolettese: quattro di queste oggi occupano le prime sei posizioni, ma la maggior parte apparteneva alla fascia medio-bassa della classifica in quel momento.
Tesser, invece, ha incrociato Dolomiti Bellunesi, Brescia, Pro Vercelli, Trento, Virtus Verona, Pro Patria e Giana Erminio: squadre che navigano tra la zona alta e quella centrale della graduatoria, con l’eccezione di Virtus e Pro Patria, impantanate nei bassifondi.
C’è poi un elemento atletico da non trascurare: Marino non aveva potuto programmare una preparazione estiva completa, e la brillantezza iniziale potrebbe essere stata frutto di carichi fisici più leggeri. L’arrivo di Tesser, con un diverso metodo di lavoro, potrebbe aver accentuato la fatica della squadra in questa fase.
Il confronto tra le gestioni Marino e Tesser, alla luce dei dati disponibili, rimane dunque complesso. Mancano informazioni sui carichi di lavoro attuali e sulla pianificazione atletica in vista del girone di ritorno, che resta — numeri alla mano — un percorso irto di ostacoli.
Resta però un’evidenza che il campo continua a confermare: la Triestina è in piena crisi. E la fotografia di oggi, per gli alabardati, è quanto mai preoccupante.
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