Trieste (martedì 2 settembre 2025) — Anche il porto di Trieste si mobilita in solidarietà con la Sumud Flotilla, l’iniziativa internazionale salpata dallo scalo di Genova con l’obiettivo di rompere il blocco navale imposto da Israele sulla Striscia di Gaza. L’Unione Sindacale di Base (USB) ha annunciato la possibilità di due giornate di sciopero, previste per il 15 e il 21 settembre, per bloccare la partenza di due navi delle compagnie MSC e Maersk, dirette al porto israeliano di Haifa.
di Matteo Della Bartola
“Ci stiamo organizzando per supportare la Flotilla, cercando una risposta unitaria da parte di tutti i porti italiani,” ha dichiarato Alessandro Perrone, rappresentante di USB. “Monitoriamo le partenze per fermarle, perché i porti devono dire no alla guerra, no alla morte e al trasporto di armi.” L’invito non è rivolto solo ai lavoratori portuali, ma anche alla cittadinanza e alla società civile, chiamate a unirsi ai presìdi aperti a tutti previsti durante le giornate di sciopero.
Se i camalli di Genova dovessero decidere per un blocco, anche Trieste è pronta a rispondere, ha assicurato Perrone.
Al varco IV del porto giuliano, durante un primo presidio, era presente anche Sergio Pratali Maffei, referente regionale del Global Movement to Gaza, il quale ha ricordato come siano già state raccolte tonnellate di aiuti e generi alimentari destinati alla popolazione della Striscia. “La Sumud Flotilla ha un significato politico altissimo – ha sottolineato – perché dove i governi non si muovono, interviene la società civile, con centinaia di attivisti a bordo delle navi e migliaia di persone a terra in loro sostegno.”
La mobilitazione triestina si inserisce in un più ampio movimento nazionale e internazionale che mira a rompere il silenzio e a portare un messaggio chiaro: solidarietà, disarmo e fine dell’assedio a Gaza.
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