Trieste — Una doppia e innovativa produzione dedicata alla figura rivoluzionaria di Figaro apre la nuova stagione d’opera e balletto 2025-2026 del Teatro Verdi di Trieste. A firmarla è il maestro della regia internazionale Pier Luigi Pizzi, che torna in città con un progetto di grande respiro artistico e produttivo. L’avvio di stagione coincide con un momento particolarmente felice per il teatro: cresce in modo significativo il numero degli abbonamenti, soprattutto quelli per l’opera, confermando una rinnovata fiducia da parte del pubblico locale e internazionale.
di Matteo Della Bartola
La stagione si apre all’insegna della sperimentazione: le due produzioni, Il Barbiere di Siviglia di Rossini e Le Nozze di Figaro di Mozart, sono state programmate in date consecutive, così da permettere agli spettatori – e ai visitatori provenienti dal vicino Friuli, dalla Slovenia e dall’Austria – di assistere a entrambe nello stesso fine settimana. Una formula pensata per valorizzare Trieste come capitale culturale di un’area geografica vasta, multilingue e transfrontaliera.
Il progetto celebra Figaro, personaggio creato da Beaumarchais e protagonista di una trilogia teatrale che ha segnato un momento di svolta nella cultura europea tra Settecento e Ottocento. Con la collaborazione dello staff creativo guidato da Massimo Pizzi Gasparon Contarini, Pier Luigi Pizzi ha ideato due allestimenti indipendenti ma concettualmente intrecciati, capaci di dialogare tra loro nel segno della continuità narrativa ed estetica. Per il maestro si tratta della prima volta in cui applica questa formula al grande repertorio lirico, dopo esperienze analoghe riuscitissime in ambito barocco.
“La scenografia è parte pulsante dello spettacolo,” spiegano Pizzi e Pizzi Gasparon Contarini. “Deve restituire un luogo dell’anima, capace di evocare al tempo stesso gioia e malinconia. In Rossini come in Mozart, l’obiettivo non è imitare le emozioni, ma esprimerle con chiarezza visiva, seguendo la logica del neoclassicismo musicale”.
Sul podio dell’Orchestra e del Coro della Fondazione ci sarà Enrico Calesso, reduce dal successo della prima mondiale di Fedeli d’Amore di Giorgio Battistelli per Gorizia 2025 – Capitale Europea della Cultura e dai sold out della stagione sinfonica. Le scenografie, raffinate e luminose, richiamano l’eleganza sobria dell’architettura triestina.
Il cast vocale, composto da interpreti giovani ma già affermati a livello internazionale, conferma l’identità del Verdi come fucina di talenti.
Per Il Barbiere di Siviglia (dal 28 novembre al 20 dicembre, con finale a Udine):
– Alessandro Luongo, baritono italiano presto atteso a Dallas e alla Rai di Torino;
– Annalisa Stroppa, mezzosoprano al debutto triestino nel ruolo di Rosina;
– Marco Ciaponi, Marco Filippo Romano, Abramo Rosalen e Anna Maria Chiuri.
Per Le Nozze di Figaro:
– Simone Alberghini nel ruolo del titolo;
– Carolina Lippo come Susanna, reduce da numerosi impegni nei teatri viennesi;
– Ekaterina Bakanova, stella emergente russo-ucraina, come Contessa d’Almaviva;
– Giorgio Caoduro nei panni del Conte;
– Andrea Concetti, veterano del ruolo di Don Bartolo.
Non sono previsti secondi cast: tutte le repliche avverranno con i protagonisti delle prime.
La stagione si apre dunque con una vera festa per il pubblico, resa più lieta dall’aumento significativo degli abbonamenti, che hanno già superato di oltre cento unità i numeri della scorsa stagione, a prezzi invariati.
In via eccezionale, nei giorni 28 e 29 novembre e 12 dicembre, il Lounge Victor de Sabata, realizzato in collaborazione con Cêmut – Piccola Osteria Furlana, sarà aperto e prenotabile fino a 24 ore prima dello spettacolo, mantenendo gli stessi prezzi dello scorso anno.
Il Barbiere di Siviglia debutterà il 28 novembre, seguito da Le Nozze di Figaro il 29 novembre, dando ufficialmente il via a una stagione che si annuncia tra le più ambiziose e innovative del Teatro Verdi.
Tag: inaugurazione, stagione lirica, teatro verdi, Trieste Last modified: Novembre 22, 2025

