Trieste (venerdì 29 agosto 2025) — Un possibile attentato contro Papa Francesco sarebbe stato sventato nel luglio 2024, in occasione della sua visita a Trieste. Secondo quanto riportato da Il Piccolo, un’indagine di intelligence ha fatto emergere il sospetto di un piano terroristico connesso ad un’organizzazione turca legata a sua volta all’Isis K. L’ipotesi ha preso corpo dopo il ritrovamento di una pistola carica, con 14 cartucce, all’interno di un trolley abbandonato nel bar della stazione centrale il giorno prima dell’arrivo del Pontefice.
di Matteo Della Bartola
Il principale sospettato è Hasan Uzun, cittadino turco di 46 anni, arrestato in Olanda grazie a un mandato di cattura internazionale emesso il 7 agosto dal gip di Trieste Marco Casavecchia. Uzun è stato estradato in Italia, inizialmente detenuto a Milano e poi trasferito in isolamento al carcere del Coroneo a Trieste.
Le indagini, coordinate dalla PM Cristina Bacer, hanno ricostruito i movimenti dell’uomo nella giornata del 6 luglio 2024. Le telecamere della stazione riprendono Uzun mentre, alle 15:48, entra nel bar con un trolley, che lascia con fare sospetto. Dopo essere uscito da via Flavio Gioia, due uomini – forse complici – si avvicinano alla valigia, poi notata da una dipendente che avvisa la Polfer. Al momento non è chiaro se siano stati loro a inserire l’arma nel bagaglio o se la pistola fosse già all’interno.
Uzun fa ritorno sul posto poco dopo, ma alla vista della polizia si allontana. Successivamente acquista una nuova SIM in un negozio di via Ghega e distrugge quella precedente, probabilmente per eludere i controlli. Alle 17:05 prende un treno diretto a Milano, dove viene nuovamente ripreso dalle telecamere in compagnia di un altro uomo, già visto con lui durante l’acquisto della SIM.
Il giorno successivo tenta di entrare in Svizzera passando dal valico di Chiasso, dove viene fermato e fotosegnalato. Le autorità lo respingono per via di documenti ritenuti non validi: aveva infatti con sé due passaporti.
Da lì, l’attenzione degli investigatori italiani si concentra su di lui: la Digos e i servizi di intelligence avviano un’indagine internazionale che porta, dopo poco più di un mese, all’emissione del mandato d’arresto europeo e alla successiva cattura nei Paesi Bassi.
Le indagini sono ancora in corso e si concentrano ora sui possibili complici e sulla reale portata del progetto terroristico. Gli inquirenti non escludono che si tratti di un’operazione pianificata da una cellula jihadista con legami all’Isis K, attiva in area turca.
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