Trieste — Grave episodio di violenza nel pomeriggio ieri 23 novembre al Centro di salute mentale della Maddalena, dove un operatore sanitario è stato aggredito da un utente della struttura, riportando la frattura di una vertebra. Secondo quanto denunciato dalla Fials, l’uomo sarebbe stato scaraventato a terra durante l’aggressione, rendendo necessario il trasferimento immediato al pronto soccorso. Gli accertamenti diagnostici hanno confermato la frattura vertebrale.
di Matteo Della Bartola
Un fatto definito “molto grave” dal segretario provinciale Fials, Fabio Pototschnig, che esprime forte preoccupazione per la sicurezza degli operatori: “Ci domandiamo – afferma – se davvero non si possa fare nulla per impedire che i malintenzionati agiscano liberamente, mettendo a rischio l’incolumità del personale”.
L’episodio arriva in un contesto di tensione crescente. Solo la scorsa settimana la stessa Fials, insieme a Cgil, Sap e Silp, aveva chiesto un incontro con il prefetto di Trieste, Giuseppe Petronzi, per discutere dell’“assoluta insicurezza” nella quale lavorano da tempo sia gli operatori sanitari sia quelli delle forze dell’ordine.
Nel corso di quel confronto, il Sap aveva sollecitato il ripristino del posto fisso di polizia all’ospedale di Cattinara, un tempo operativo 24 ore su 24 e oggi ridotto a un presidio di sole sei ore al giorno, dal lunedì al sabato. Una riduzione che, secondo i sindacati, contribuisce a lasciare più scoperti e vulnerabili operatori e pazienti.
L’aggressione dell’operatore della Maddalena torna dunque ad accendere i riflettori su un problema strutturale, che da mesi i sindacati denunciano come non più sostenibile.
Tag: aggressione, centro di salute mentale, fials, maddalena, operatore sanitario Last modified: Novembre 24, 2025

