Trieste (lunedì 22 dicembre 2025) — Continua a far discutere la frase a sfondo sessista pronunciata dal sindaco di Trieste Roberto Dipiazza durante l’ultimo Consiglio comunale, rivolta alla consigliera del Movimento 5 Stelle Alessandra Richetti. Sull’episodio è intervenuta con una nota ufficiale la Consulta Femminile di Trieste Aps, che ha espresso forte amarezza per quanto accaduto e ha chiesto pubblicamente le scuse del primo cittadino.
di Matteo Della Bartola
Nel comunicato, la Consulta definisce le parole del sindaco come «esternazioni sincere pronunciate in un impeto e senza pensare», sottolineando come siano arrivate dopo che la consigliera Richetti era stata bruscamente interrotta durante il suo intervento. Un comportamento che, secondo l’associazione, non può essere minimizzato né ignorato.
«I pensieri personali vanno tenuti tra le mura domestiche – si legge nella nota – mentre in una veste istituzionale ci si deve comportare con rispetto, nel rispetto della parità di genere e dei pari diritti». La Consulta evidenzia inoltre come quella frase non sarebbe mai stata pronunciata nei confronti di un uomo, motivo per cui «non avrebbe mai dovuto essere rivolta a una donna».
Secondo l’organismo, si tratta di un’affermazione «figlia di un’educazione antica e superata», offensiva non solo per le donne, ma anche per gli uomini che non si riconoscono in quella visione. Particolarmente criticata anche la successiva giustificazione del sindaco, riassunta nella frase «io amo tutte le donne», definita «beffarda e priva di sincerità». «Pensare che le donne offese possano “metterla via” perché lui le ama tutte – afferma la Consulta – rende la situazione ancora peggiore».
La nota si sofferma poi sul contenuto specifico dell’affermazione contestata, ricordando che il ruolo della consigliera comunale è espressione democratica di una parte della cittadinanza che l’ha eletta. Da qui l’interrogativo se, oltre a una discriminazione di genere, non vi sia stata anche una mancanza di rispetto politico verso quella parte di elettorato. «Colpisce soprattutto – sottolinea la Consulta – che il sindaco non senta il dovere di chiedere scusa: la buona educazione imporrebbe di farlo anche quando l’offesa non è intenzionale».
Un ulteriore passaggio del comunicato riguarda le reazioni politiche successive all’episodio. La Consulta richiama l’attenzione sulla posizione assunta dalle donne della maggioranza, evidenziata anche dalla stampa locale, che avrebbe parlato di un “fare quadrato” attorno al sindaco. Da qui il paragone con figure istituzionali femminili di primo piano e la domanda su quali basi si fondi questa difesa.
Infine, l’appello all’opposizione, in particolare all’area di centrosinistra, da sempre attenta – secondo la Consulta – ai temi dei diritti civili e della parità di genere. «Le strade sono due – conclude la nota –: attendere che la polemica si spenga da sola oppure assumere una posizione chiara e lavorare affinché le scuse del sindaco arrivino forti e inequivocabili a tutta la città di Trieste, in particolare alle donne».
Tag: comune, consulta femminile aps, dipiazza, frasi sessiste, polemica, Trieste Last modified: Dicembre 22, 2025

