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Crollo della piscina Acquamarina: tutti prescritti gli imputati, il reato derubricato a “rovina di edifici”

Trieste — Si chiude dopo sei anni e mezzo la vicenda giudiziaria legata al crollo della piscina Acquamarina, avvenuto nel luglio del 2019. Ieri, il giudice Giorgio Nicoli ha pronunciato la sentenza che vede tutti gli imputati prescritti, in quanto il reato inizialmente contestato di “disastro colposo” è stato derubricato a “rovina di edifici”, meno grave e già prescritto.

di Matteo Della Bartola

Tra gli imputati figurava il progettista dell’edificio, l’ingegnere Fausto Benussi, difeso dagli avvocati Carlo Pillilini e Guido Fabbretti, per il quale la Procura aveva chiesto due anni e mezzo di reclusione. Assoluzione invece richiesta per i tre coimputati: Pietro Zara, titolare dell’omonima impresa veneta, e gli operai Giuseppe Pulliero e Otavian Ignat, difesi dall’avvocata Giulia Dellai. La sentenza ha accolto le richieste delle difese, che avevano puntato sulla riqualificazione del reato, già estinto per prescrizione.

Il Comune si era costituito parte civile chiedendo un risarcimento di oltre 11mila euro per i costi della ricostruzione della struttura, contestato dalla difesa che ha evidenziato come l’amministrazione avesse deciso autonomamente di abbattere e ricostruire l’edificio, ricevendo inoltre 700mila euro dall’assicurazione. Risarcimento era stato richiesto anche dalla titolare del centro estetico presente nella struttura, rappresentata dall’avvocato Amerigo Cigana.

Le motivazioni della sentenza sono attese entro 90 giorni. Anche in caso di ricorso in appello da parte della Procura, il termine per la prescrizione del reato di disastro colposo, fissato al gennaio 2027, resta piuttosto vicino, rendendo difficile un eventuale nuovo processo.

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Tag: , , , , Last modified: Novembre 18, 2025
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