Trieste (giovedì 18 settembre 2025) — “Come vengono utilizzati i soldi raccolti con le multe stradali?” È questa la domanda che i consiglieri comunali del Partito Democratico, Luca Salvati e Laura Famulari, rivolgono alla Giunta Dipiazza attraverso un’interrogazione ufficiale depositata in Comune.
di Matteo Della Bartola
L’iniziativa nasce dalla volontà di fare chiarezza sull’impiego dei proventi derivanti dalle sanzioni per violazioni al Codice della Strada, fondi che – come sottolineano i consiglieri – provengono dalle tasche dei cittadini e per questo devono essere gestiti con la massima trasparenza.
Nello specifico, Salvati e Famulari chiedono alla Giunta: di rendere noto quanti residenti triestini siano stati sanzionati rispetto al numero totale delle multe elevate; di fornire dati sul numero di patenti azzerate negli ultimi anni con obbligo di ripetere gli esami di guida; di illustrare i risultati ottenuti in termini di riduzione degli incidenti e di manutenzione stradale, alla luce dell’aumento delle sanzioni e delle relative entrate.
“Trieste – ricordano i consiglieri – è il Comune del Friuli Venezia Giulia con il più alto gettito derivante dalle multe. La normativa è chiara: almeno il 50% dei proventi deve essere destinato a interventi per il miglioramento della sicurezza stradale”.
Secondo i due esponenti del PD, le risorse andrebbero impiegate in modo più visibile e concreto per: la manutenzione e l’ammodernamento della segnaletica stradale; il potenziamento dei controlli sul traffico; campagne di educazione stradale, con particolare attenzione a pedoni e ciclisti, tra gli utenti più vulnerabili; l’installazione e la manutenzione di barriere di sicurezza; il miglioramento dell’illuminazione pubblica nelle zone ad alto rischio.
Infine, Salvati e Famulari chiedono un impegno concreto sul piano della trasparenza amministrativa. “Chiediamo che la relazione sui proventi delle sanzioni, già predisposta dall’Ente e inviata al Ministero, sia pubblicata sul sito istituzionale del Comune di Trieste, così da renderla accessibile a tutti i cittadini”.
Con questa interrogazione, il Partito Democratico punta dunque a sollecitare un uso più responsabile e tracciabile delle risorse incassate tramite le contravvenzioni, affinché diventino strumento reale di prevenzione e miglioramento della sicurezza urbana, piuttosto che semplice voce di entrata nel bilancio comunale.
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