Trieste (venerdì 19 settembre 2025) — Un ordigno, presumibilmente risalente alla Seconda guerra mondiale, è stato ritrovato nella mattinata di ieri, 18 settembre, all’interno del porto di Trieste, in un’area compresa tra il molo V e il molo VI. La notizia è stata riportata nel pomeriggio da Il Piccolo, anche se il ritrovamento è avvenuto alcune ore prima.
di Matteo Della Bartola
A fare la scoperta è stata una ditta impegnata in lavori in una zona sotto la competenza dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale. Una volta individuato l’ordigno inesploso, è stata immediatamente attivata la procedura d’emergenza, come previsto dal protocollo operativo.
“La procedura di sicurezza è stata subito attivata – ha comunicato l’Autorità portuale – con il coinvolgimento delle Forze dell’Ordine e delle autorità competenti, oltre alla perimetrazione dell’area interessata, per garantire l’incolumità del personale e la messa in sicurezza del sito”. Sul posto sono intervenuti gli specialisti del 3° Reggimento Genio Guastatori di Udine, che stanno effettuando i rilievi tecnici necessari per verificare la natura e le condizioni dell’ordigno, così da pianificare le successive operazioni di bonifica e brillamento.
Al momento, non è previsto che le operazioni di disinnesco o rimozione vengano eseguite nella giornata odierna. Sarà infatti necessario attendere l’esito delle valutazioni tecniche prima di programmare gli interventi successivi, che potrebbero comportare anche misure straordinarie di sicurezza nell’area portuale.
Il porto di Trieste, durante la Seconda guerra mondiale, fu uno degli obiettivi strategici dell’aviazione alleata, rendendo plausibile l’ipotesi che l’ordigno sia rimasto sepolto e inesploso per oltre 80 anni.
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