Trieste (venerdì 5 dicembre 2025) — La morte di Hichem Billal Magoura, cittadino algerino trovato senza vita il 3 dicembre in un magazzino del Porto Vecchio di Trieste, è una “morte annunciata”. A sostenerlo è il Consorzio italiano di solidarietà (Ics), che in una nota definisce l’episodio “non un fatto tragico e inevitabile, ma il risultato della radicale assenza di interventi pubblici rivolti a persone in estrema emergenza”.
di Matteo Della Bartola
Secondo il sodalizio, si tratta della quarta morte in Friuli Venezia Giulia che coinvolge un giovane straniero nell’arco di poche settimane, dopo due casi registrati a Udine e uno a Pordenone. Magoura non risulterebbe tra coloro che si erano rivolti al centro diurno Ics di via Udine, ma – sottolinea il comunicato – avrebbe avuto bisogno di un intervento di “bassa soglia”, ossia quei servizi di pronto supporto destinati a offrire riparo e assistenza immediata a chi vive condizioni di fragilità senza filtri o discriminazioni.
Proprio questi servizi, evidenzia Ics, sarebbero oggi gravemente insufficienti: a Trieste esistono strutture aperte anche ai non residenti, ma i posti disponibili per garantire protezione dal freddo sarebbero appena venti, numero del tutto inadeguato rispetto alle necessità reali della città.
“Altre morti analoghe potranno verificarsi in qualunque momento – conclude il Consorzio – perché a Trieste sono centinaia le persone lasciate senza alcun sostegno”.
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