Trieste (martedì 2 dicembre 2025) — Le prime “prove tecniche” si erano già intraviste in Consiglio comunale durante il dibattito sull’ovovia, ma ora è ufficiale: l’opposizione correrà unita alle prossime elezioni amministrative. L’annuncio è arrivato questa mattina, 1 dicembre, durante una conferenza molto partecipata al Circolo della Stampa di corso Italia, dove Partito Democratico, Lista Punto Franco, Adesso Trieste e Movimento Cinque Stelle hanno presentato la nuova coalizione “Futuro in Comune”.
di Matteo Della Bartola
“Mentre la destra litiga, noi presentiamo un metodo e una proposta per costruire un progetto nuovo”, hanno dichiarato i promotori, spiegando che il nome scelto – “Futuro in Comune” – potrà essere inteso sia come aggettivo sia come sostantivo. Alla nascita della coalizione hanno già manifestato interesse o adesione Italia Viva, Rifondazione Comunista (con riserva del comitato politico-federale), Alleanza Verdi Sinistra, Sinistra Italiana e la Slovenska Skupnost. In sala era presente anche la segretaria di Azione, Daniela Rossetti.
Il nodo principale – il nome della persona che guiderà la coalizione alle amministrative del 2026 – non è stato sciolto. “Prima il programma”, hanno ribadito i rappresentanti delle forze politiche, lasciando intendere che la scelta non arriverà prima della prossima primavera. L’affluenza registrata all’evento conferma però il forte interesse attorno al percorso unitario: le due sale del Circolo della Stampa erano gremite.
Maria Luisa Paglia, segretaria provinciale del PD, ha parlato di un progetto “concreto e solido”, frutto di un lavoro comune capace di “parlare alla città” e di coinvolgere il mondo sociale, sindacale e quello dei comitati. Giovanni Barbo ha aggiunto: “La destra sta portando Trieste alla disgrazia. Noi vogliamo cambiarla davvero”.
Per Adesso Trieste, il capogruppo Riccardo Laterza ha descritto la coalizione come “un invito aperto a tutte le forze politiche e alla cittadinanza”: “Siamo l’alternativa a una giunta distante anni luce dai bisogni delle persone. Questo percorso ha tutte le caratteristiche per vincere e governare”.
Paolo Altin, per Punto Franco, ha insistito sull’importanza di crescere insieme: “Le forze politiche sedute a questo tavolo hanno i numeri per governare, ma dobbiamo riconquistare la fiducia di chi non vota più. Vogliamo vincere, e vogliamo farlo assieme”.
Anche il Movimento Cinque Stelle sarà della partita. “Il percorso è aperto a tutto il campo progressista”, ha detto Paolo Menis, sottolineando come in Consiglio comunale il confronto sia spesso stato impedito dalla maggioranza. “Il candidato sindaco? Ora non ci interessa: vogliamo dare risposte concrete ai cittadini”.
La collega Alessandra Richetti ha aggiunto: “Non saremo forza di reazione, ma di visione. Trieste ha bisogno di ordine dopo anni di cantieri infiniti, lavori rifatti e patrimonio pubblico svenduto”.
Gianluca Paciucci (Rifondazione Comunista) ha ricordato il ruolo dei partiti e la necessità di “progresso, non moderatismi”, con una critica alle leggi elettorali “antidemocratiche”.
Uno dei temi più urgenti resta la bassa partecipazione al voto. Laterza, Menis e Barbo concordano: “Per convincere le persone bisogna presentare un progetto concreto, che rispecchi la realtà e non si limiti a contrapporsi alla maggioranza. Serve dialogo con i cittadini, non bastano social e televisioni”.
Barbo ha invocato maggiore assunzione di responsabilità da parte della politica: “Gli assessori devono rispondere dei fallimenti, non scaricare sui dirigenti. Anche questo allontana le persone dal voto”.
Sul nome del candidato sindaco, tutto rimane aperto. La scelta della coalizione dipenderà anche dalle mosse del centrodestra: dal futuro di Massimiliano Fedriga, dalle scelte della società civile e da quelle di Fratelli d’Italia per il dopo Dipiazza.
Resta inoltre da capire se il centrosinistra attenderà l’ufficializzazione del candidato della destra o deciderà di muoversi in anticipo, e se il programma sarà condiviso prima di indicare un nome o viceversa.
Su un punto, però, le forze di “Futuro in Comune” si dicono unite: “Non faremo toto-nomi e non caleremo il programma dall’alto. Il candidato potrà venire dalla società civile o dai partiti, ma vogliamo che sia una persona capace di aiutarci a vincere”.
L’avvio ufficiale della corsa è lanciato. Per i nomi, occorrerà aspettare la primavera.
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