Trieste (sabato 4 ottobre 2025) — Si è conclusa con un’assemblea studentesca nel tardo pomeriggio una giornata densa di mobilitazioni a Trieste, in contemporanea con iniziative simili in molte città italiane. Al centro delle proteste, gli attacchi in corso nella Striscia di Gaza e il blocco imposto alla Flottilla diretta verso il territorio palestinese.
di Matteo Della Bartola
Dopo il partecipato corteo promosso dalla Cgil, che ha visto sfilare oltre 5.000 persone da via Giulia fino a piazza Oberdan – con una punta di partecipazione stimata in circa 7.000 presenze – e i presìdi davanti ai varchi portuali organizzati da USB e da gruppi antagonisti, è stata la volta degli studenti, che dalle 18 si sono mobilitati per dare il proprio contributo al dibattito sulla crisi in Medio Oriente.
Un centinaio di giovani si sono ritrovati in piazza Venezia per poi dirigersi in corteo verso androna Baciocchi, sede dell’aula universitaria dove si è svolta un’assemblea pubblica. La manifestazione si è unita a due cortei spontanei partiti rispettivamente dai varchi 1 e 4 del porto, che si sono ricongiunti nel pomeriggio all’altezza di campo Marzio, prima di raggiungere insieme piazza Venezia.
Dopo questo momento condiviso, i partecipanti ai presìdi hanno lasciato spazio agli studenti, che hanno dato vita a un momento di confronto e riflessione nella sede universitaria.
Nel corso della giornata, l’Università di Trieste ha diffuso un comunicato ufficiale nel quale ha annunciato di fare propria la posizione espressa da CoPER – la Consulta dei Presidenti degli enti pubblici di ricerca – sulla situazione nella Striscia di Gaza.
La nota, molto netta nei toni, esprime “orrore, dolore, indignazione e angoscia per la drammatica crisi umanitaria che la popolazione palestinese sta subendo a causa delle azioni militari intraprese dal Governo israeliano”. Pur condannando con fermezza l’attacco terroristico compiuto da Hamas il 7 ottobre 2023, la dichiarazione sottolinea che ciò “non può giustificare le violenze inflitte ai civili palestinesi”, vittime di bombardamenti, carestia e ostacoli agli aiuti umanitari.
La CoPER condanna inoltre “la distruzione di infrastrutture civili essenziali e le violazioni del diritto umanitario internazionale”, facendo riferimento alla pronuncia della Corte Internazionale di Giustizia, che ha evidenziato un rischio di violazione della Convenzione sul genocidio. Una tesi, ricordano, confermata anche da una commissione speciale delle Nazioni Unite che ha riconosciuto come le pratiche di guerra di Israele a Gaza “presentino elementi caratteristici del genocidio”.
L’ateneo triestino richiama infine i principi fondanti della Costituzione italiana, in particolare l’articolo 11 (ripudio della guerra) e l’articolo 33 (libertà dell’arte, della scienza e dell’insegnamento), ribadendo che la propria azione si ispira a tali valori, così come ai principi espressi nel proprio Statuto e nel Codice Etico.
“La comunità UniTS – conclude il comunicato – raccoglie e fa propri l’apprensione e il turbamento dell’intera comunità universitaria italiana rispetto a tutte le guerre in corso nel mondo, con particolare riferimento alla crisi in corso a Gaza, manifestando il proprio dolore per le enormi sofferenze provocate alle popolazioni civili coinvolte”.
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