Trieste (venerdì 30 gennaio 2026) — È morta in ospedale dopo alcuni giorni di ricovero Danica Majkic, la donna settantenne che da anni aveva scelto di vivere per le strade di Trieste, rifiutando costantemente l’aiuto delle associazioni e dei servizi sociali. La notizia, avvenuta lo scorso 9 gennaio, è stata resa nota solo nelle ultime ore da Il Piccolo. Danica era un volto noto in città, in particolare nelle zone di Ponterosso e del Borgo Teresiano, dove spesso veniva vista dormire o rannicchiata sui marciapiedi.
di Matteo Della Bartola
La sera del 5 gennaio alcuni passanti l’avevano trovata in stato di incoscienza in piazza Sant’Antonio, distesa a terra nonostante le temperature rigide. In un primo momento avevano tentato di soccorrerla e di proteggerla dal freddo con delle coperte, ma la donna non reagiva e non collaborava. È stato quindi allertato il 118, che ha disposto il ricovero in ospedale. Dopo pochi giorni, il suo fisico, probabilmente già fortemente debilitato, non ha retto.
Nata nel 1957, di origine serba e proveniente dalla Bosnia, Danica Majkic portava con sé una storia personale segnata dalla tragedia. Come ricostruisce Il Piccolo, aveva vissuto direttamente gli orrori della guerra nei Balcani negli anni Novanta: a Višegrad era stata violentata da miliziani e aveva perso entrambi i figli, uccisi durante il conflitto. Arrivata a Trieste circa vent’anni fa, aveva sposato un cittadino italiano, ma nel tempo la sua salute mentale si era progressivamente deteriorata.
Nonostante i tentativi di supporto da parte del Centro di salute mentale di via Gambini e le numerose offerte di aiuto ricevute dal Comune, dalla Caritas, dalla Comunità di San Martino al Campo e da altre realtà impegnate nel sostegno alle persone più fragili, Danica aveva sempre scelto di rimanere per strada, mantenendo una vita ai margini ma profondamente legata a quei luoghi della città che ormai considerava casa.
In queste ore sono molti i messaggi di cordoglio apparsi sui social. Tra questi, il commosso ricordo della titolare del negozio “Curry Mix – sapori dal mondo” di via Torrebianca, che ha condiviso un episodio risalente al periodo del lockdown del 2020. «Quel giorno entrò nel mio negozio – racconta – mi mostrò una sigaretta a metà e mi chiese un accendino. Gliela accesi senza dire nulla. Lei allora mi porse un altro mozzicone di sigaretta, come segno di condivisione. In quel momento pensai: “La vita è bella”».
Un legame fatto di piccoli gesti quotidiani: «Piano piano diventammo amici. A volte dividevamo un croissant, a volte io prendevo un caffè e lei un tè. Le piaceva l’acqua frizzante. Quando le chiedevo come stava, spesso rispondeva che stava bene». Il messaggio si chiude con un saluto semplice e intenso: «Amica mia, ti ricorderemo. Riposa in pace».
Anche il cantautore triestino Lorenzo Fragiacomo ha ricordato Danica nella sua canzone “È andata male”, dedicandole versi che raccontano una presenza fragile e misteriosa, diventata nel tempo parte silenziosa del paesaggio umano della città.
Tag: clochard, danica majkic, morte, ponterosso, Trieste Last modified: Gennaio 30, 2026

