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Salute mentale e forze dell’ordine: il Sap denuncia lacune e chiede interventi urgenti dopo la tragedia di Trieste

Trieste (venerdì 5 settembre 2025) — “Il sistema attuale non riesce a garantire il supporto necessario né ai ‘malati’ né alle loro famiglie, che spesso si trovano sole ad affrontare un problema enorme e complesso”. Queste parole del Sap di Trieste tornano d’attualità dopo la tragica morte di Giulia Bonin, evento che ha riacceso il dibattito sulla salute mentale, tema già affrontato durante il congresso provinciale del sindacato lo scorso 20 gennaio.

di Matteo Della Bartola

Il convegno, intitolato “La salute mentale nel lavoro quotidiano dell’operatore di Polizia, scenari futuri, vecchi problemi”, mirava a mettere in luce la realtà vissuta dagli agenti, evidenziando quanto la salute mentale influisca anche sul lavoro delle forze dell’ordine. Lorenzo Tamaro, segretario regionale del Sap, ha più volte sottolineato l’importanza di approfondire questo argomento, anche per affrontare un tabù troppo spesso ignorato: i numerosi suicidi tra il personale delle forze di polizia.

“Sempre più spesso – scrive Tamaro – le pattuglie sono chiamate a intervenire non solo a Trieste, ma anche in tutto il Friuli Venezia Giulia e in Italia, nei confronti di persone in evidente difficoltà psichica, sotto effetto di alcol o droghe. Spesso assistiamo anche in pronto soccorso e nelle strutture psichiatriche, supportando il personale medico nel contenimento di soggetti agitati”.

Secondo Tamaro, le persone che richiedono interventi di questo tipo “hanno bisogno di cure e assistenza da parte di personale specializzato; se abbandonate o non seguite, rischiano di commettere reati gravi, mettendo in pericolo sé stesse e gli altri, con conseguenze che alimentano un forte allarme sociale”. Il segretario regionale sottolinea come “in questi casi il problema, inizialmente sanitario, si trasforma in questione giudiziaria, con la forza pubblica che diventa spesso l’ultima risorsa per tentare di contenere situazioni che nessuno è riuscito a risolvere”.

Richiamando il caso Meran, dove la famiglia dell’assassino di due agenti della Volante aveva chiesto aiuto senza ricevere risposte adeguate, Tamaro evidenzia che “se questi episodi fossero stati gestiti in tempo e sotto l’aspetto psichico, non si sarebbero trasformati in casi giudiziari”. Per questo il Sap sostiene la necessità di riconoscere la “responsabilità giuridica anche per chi commette reati incapace di intendere e di volere, con l’obbligo di seguire un percorso terapeutico”. Molti episodi simili, purtroppo, hanno come epilogo conseguenze di allarmi inascoltati o interventi insufficienti.

Tamaro evidenzia anche le difficoltà legate all’arrivo di numerosi immigrati provenienti da aree di conflitto, alcuni dei quali manifestano problemi psichiatrici. Particolare attenzione va inoltre riservata a chi fa abuso di alcol e droghe. Le Rems, secondo Tamaro, “hanno dimostrato tutte le loro criticità e inadeguatezze”, così come mancano strutture adeguate nelle carceri, dove i disturbi mentali sono molto diffusi e spesso non adeguatamente trattati.

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Tag: , , , Last modified: Settembre 5, 2025
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