Muggia (venerdì 12 dicembre 2025) — È stata finalmente recuperata anche la parte più imponente e difficile da estrarre: la testa di Boralena, la giovane balenottera comune trovata morta al largo di Muggia e affondata nella zona di Portopiccolo nell’agosto 2024. A darne notizia sono i tecnici e i ricercatori dell’Area Marina Protetta di Miramare, che hanno coordinato l’intervento avvenuto nella mattinata di martedì 10 dicembre, definendolo “il più impegnativo dall’inizio delle operazioni”.
di Matteo Della Bartola
La testa del cetaceo, ancora parzialmente ricoperta da tessuti molli che nei mesi scorsi ne avevano sconsigliato il recupero, pesava circa 70 chili e misurava quasi tre metri di lunghezza per un metro e venti di larghezza. L’operazione ha richiesto un’intera mattinata, con una squadra dell’AMP Miramare affiancata dai tecnici della Shoreline per l’imbragatura del cranio sul fondale, la risalita a bordo dell’imbarcazione e il trasporto fino a riva.
Giunta al porto di Grignano, la testa è stata consegnata ai veterinari del Cetacean Strandings Emergency Response Team dell’Università di Padova, che da mesi seguono il caso e stanno lavorando alla ricostruzione completa dello scheletro. Le operazioni subacquee, coordinate e autorizzate dalla Capitaneria di porto di Trieste, si sono svolte “con estrema cura e cautela”, spiegano i ricercatori, per evitare qualsiasi danno alla struttura ossea.
Nei mesi precedenti erano già state recuperate le due mandibole e un tratto di mascella, staccatisi probabilmente quando la carcassa – inizialmente affondata in posizione verticale – era crollata sul fondale disponendosi in orizzontale. Restano ancora da recuperare alcune ossa più piccole, tra cui alcune falangi, che saranno recuperate con immersioni mirate nelle prossime settimane.
Intanto proseguono all’Università di Padova i lavori di pulizia, catalogazione e assemblaggio delle ossa. Una volta completata la ricostruzione, lo scheletro di Boralena verrà esposto al Museo di Storia Naturale del Comune di Trieste, dove diventerà un nuovo elemento didattico e scientifico a disposizione del pubblico.
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