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Proteste pro Palestina, dieci perquisizioni dopo il corteo del 2 ottobre

Trieste (venerdì 16 gennaio 2026) — Sono dieci le persone perquisite dalla polizia nei giorni scorsi nell’ambito delle indagini sulle proteste di piazza in favore della Palestina. Le perquisizioni domiciliari sono state eseguite da agenti della Digos e della Questura. La notizia, confermata dalla Questura, è stata diffusa attraverso il canale Telegram “Blocchiamo tutto – TS”, utilizzato dagli organizzatori delle mobilitazioni per comunicare le proprie iniziative.

di Matteo Della Bartola

Dagli uffici della Questura non sono stati forniti ulteriori dettagli e viene mantenuto il massimo riserbo per non compromettere il prosieguo delle indagini. Secondo quanto riportato nel messaggio diffuso dagli attivisti pro Palestina, i fatti contestati riguarderebbero in particolare un corteo spontaneo svoltosi in città il 2 ottobre.

In quell’occasione, al termine della manifestazione, alcuni partecipanti avrebbero tentato di irrompere con la forza nella stazione centrale con l’obiettivo di bloccare la circolazione dei treni. Durante l’azione, secondo la ricostruzione, il portone della stazione sarebbe stato preso a calci, con la rottura di un vetro. Negli scontri con le forze dell’ordine sarebbe rimasto contuso un operatore della Polfer e sarebbe stato lanciato un lacrimogeno.

Il fascicolo d’indagine è seguito dalla pubblico ministero Cristina Bacer. Sempre secondo quanto riferito dagli organizzatori delle proteste, nell’inchiesta vengono ipotizzati diversi reati; per alcuni dei soggetti perquisiti le contestazioni riguarderebbero anche la violazione dell’articolo 18 del TULPS, relativo alle manifestazioni non autorizzate.

Gli attivisti definiscono l’operazione come un’“azione repressiva”, mentre le indagini proseguono sotto il coordinamento della Procura.

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Tag: , , , , , Last modified: Gennaio 16, 2026
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