Scritto da 10:15 am Trieste, Attualità

Porto di Trieste, Consalvo: “Senza Servola non c’è sviluppo. A giorni una soluzione per la stazione”

Trieste (martedì 10 febbraio 2026) — Senza lo sviluppo dell’area di Servola non può esserci futuro per il porto di Trieste. È questo il messaggio lanciato dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Marco Consalvo, intervenuto alla Stazione Marittima in occasione del panel “Friuli Venezia Giulia porta d’Europa”, evento organizzato dalla Lega.

di Matteo Della Bartola

«Senza Servola non c’è possibilità di sviluppo del porto, a giorni spero che si risolva la situazione sulla stazione», ha dichiarato Consalvo, sottolineando come il nodo infrastrutturale rappresenti un passaggio decisivo per la crescita dello scalo giuliano.

Il presidente dell’Autorità portuale ha ribadito la necessità di accelerare sui tempi: «Dobbiamo velocizzare sull’efficienza e lavorare nei prossimi quattro anni ai cantieri che, come quello di Servola, devono partire prima possibile. Questi interventi diventano fondamentali per intercettare i traffici e accelerare la configurazione del nuovo porto».

Al panel ha preso parte anche Francesco Parisi, presidente di Trieste Summit, che ha evidenziato come gli investimenti infrastrutturali realizzati negli ultimi decenni abbiano dimostrato tutta la loro efficacia, ma anche i limiti di capacità. «Tutti gli interventi effettuati negli ultimi 25 anni in porto si sono saturati nel giro di quattro o cinque anni», ha spiegato.

Parisi è poi entrato nel merito del corridoio Imec, noto come la “via del Cotone”, il progetto sostenuto dagli Stati Uniti che mira a collegare l’India all’Europa, individuando in Trieste il principale terminale europeo dei flussi mercantili. «Su Servola è fondamentale che si realizzi la stazione, perché se sbarchiamo una volta e mezza i volumi attuali non abbiamo spazio. La ferrovia deve essere adeguata a un incremento futuro», ha affermato.

Il corridoio Imec, ha aggiunto Parisi, non riguarda soltanto il commercio tradizionale: «Parla di energia, di scambi e di dati. L’oleodotto serve una buona parte dell’Europa centro-orientale e i vertici hanno già chiarito che al flusso di petrolio devono essere affiancati anche i dati».

Un quadro che rafforza il ruolo strategico di Trieste come porta d’ingresso dell’Europa, ma che rende sempre più urgente la realizzazione delle infrastrutture necessarie a sostenere la crescita futura del porto.

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Tag: , , , , Last modified: Febbraio 10, 2026
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