Trieste (venerdì 23 gennaio 2026) — In sei mesi di attività, Innoway Trieste ha prodotto 170 carri, confermando il proprio piano di rilancio dello stabilimento di Bagnoli della Rosandra, subentrato alla Wartsila. L’azienda punta a superare le 600 unità nel 2026 e prosegue il piano di assunzioni: attualmente sono impiegati circa 90 dipendenti, con il programma di reinserimento completo di tutti i 260 addetti previsto entro il 2027.
di Matteo Della Bartola
I primi risultati del piano industriale sono stati presentati al Mimit, alla presenza del dottor Giampietro Castano per il ministero, dell’assessore regionale Alessia Rosolen, dei sindacati nazionali e territoriali Fim, Fiom e Uilm, e della Rsu di fabbrica. Durante l’incontro, l’azienda ha confermato un investimento complessivo di circa 100 milioni di euro, con l’obiettivo di raggiungere la piena capacità produttiva entro il 2027.
Per quanto riguarda le maestranze, nei prossimi giorni partirà il primo corso di saldatura che coinvolgerà 16 lavoratori, mentre dal luglio 2026 dovrebbe partire il secondo turno di lavoro. Il ritorno a pieno regime di tutti i dipendenti è previsto entro il 2027.
Entro la fine di gennaio, Innoway presenterà la domanda per il Contratto di Sviluppo relativa agli investimenti del biennio 2026-2027. Il progetto prevede: la piena operatività delle linee di produzione di carrelli e vagoni, l’adeguamento infrastrutturale con connessione ferroviaria interna, l’installazione di un impianto fotovoltaico da 2,6 GWh annui e l’implementazione del sistema gestionale.
Recentemente è stato nominato amministratore delegato Giorgio Bobbio, che affiancherà l’attuale AD Johann Gruber nella gestione del piano industriale. Bobbio ha dichiarato che il percorso intrapreso negli ultimi mesi è “estremamente positivo” e che i risultati già raggiunti dimostrano la solidità del progetto e la determinazione dei soci nel rilancio dello stabilimento.
Tuttavia, i sindacati Fim, Fiom e Uilm segnalano alcune criticità: il ritardo nella fornitura di componenti da parte della filiera potrebbe comportare un maggior ricorso alla Cassa Integrazione Straordinaria per alcuni dipendenti, con possibili 1-2 giorni di stop a settimana. Inoltre, l’allungamento dei tempi del completamento del piano industriale – con la fase 2 posticipata al 2029 – richiede ulteriori verifiche.
I rappresentanti dei lavoratori hanno aggiunto che il ministro ha espresso “un giudizio critico sulla necessità di un ulteriore cambio di passo da parte di Innoway, in particolare sul Contratto di Sviluppo da presentare a Invitalia, già in ritardo”. Fim, Fiom e Uilm hanno annunciato un monitoraggio continuo della situazione e un incontro con l’azienda nelle prossime due settimane, confermando un nuovo appuntamento prima di Pasqua.
Tag: ex wartsila, industria, innoway, mimit, produzione, Trieste Last modified: Gennaio 23, 2026

