Monfalcone — Con toni fermi e diretti, Fincantieri replica alle recenti dichiarazioni dell’ex sindaco di Monfalcone Anna Maria Cisint e alla mozione approvata dal nuovo Consiglio comunale, che chiedeva di cambiare il sistema produttivo del colosso della cantieristica. In una lettera aperta indirizzata al Comune e alla politica nazionale, l’amministratore delegato Pierroberto Folgiero mette in chiaro la posizione dell’azienda: “Non accettiamo invasioni di campo e qualunquismo. Fincantieri non dev’essere usata come cassa di risonanza politica”.
di Matteo Della Bartola
Folgiero, nel suo intervento, difende con decisione l’autonomia e la competenza del gruppo: “Per un po’ abbiamo pensato che la migliore risposta fosse l’indifferenza, abbinata a un lavoro serio sul campo. Ma quando qualcuno tenta ripetutamente di metterci in cattiva luce, è nostro dovere intervenire. Chi ignora scientemente i vincoli industriali propone soluzioni semplicistiche che danno l’illusione di risposte ovvie — ma sbagliate. Per ogni problema complesso c’è sempre una soluzione semplice, ma è sbagliata”.
L’azienda rivendica il proprio ruolo come realtà industriale di rilievo mondiale: “Conosciamo il nostro modello produttivo meglio di qualunque assessore”, sottolinea la nota. Fincantieri impiega 22 mila persone di decine di nazionalità in quattro continenti, genera 3 miliardi di euro di PIL in Friuli Venezia Giulia e sostiene oltre 600 piccole e medie imprese locali. Le commesse attuali assicurano dieci anni di lavoro, per un valore di 57 miliardi di euro, di cui circa 45 miliardi restano in Italia.
Folgiero affronta anche il tema della manodopera: “In un’epoca in cui molti italiani non vogliono più svolgere i lavori fisicamente più onerosi, abbiamo lanciato il progetto Maestri del Mare con il consorzio Elis per riavvicinare i giovani italiani alla produzione. Usiamo esoscheletri, robot e cobot per ridurre la fatica e creare la figura del digital collar, una nuova generazione di operai specializzati italiani.”
Il gruppo ricorda inoltre i progetti di formazione professionale in Ghana e Tunisia, in collaborazione con Confindustria e il Governo italiano: scuole di saldatura e carpenteria che offrono opportunità di lavoro qualificato e regolare in Italia. Allo stesso tempo, l’azienda investe in automazione e robotica, con un ufficio d’innovazione a Seoul per collaborare con la cantieristica orientale.
A livello locale, Fincantieri evidenzia gli investimenti per 23 milioni di euro nel cantiere di Monfalcone — tra armadietti, docce e spazi ricreativi — e l’apertura della piattaforma Step2Connect, uno sportello online di ascolto e mediazione culturale per i lavoratori dell’indotto. Sono attivi anche corsi di lingua italiana e educazione civica con l’Istituto Dante Alighieri e si studiano progetti di social housing per favorire la mobilità dei lavoratori italiani.
Rispondendo alle polemiche sulla presenza di comunità straniere in città, Folgiero ribadisce che “non esistono soluzioni semplici a problemi complessi” e critica “chi promette risultati lampo per ottenere consenso facile”.
In chiusura, l’amministratore delegato lancia un messaggio alla politica: “Sbaglia chi pretende di spiegarci come si costruisce una nave. Stiamo lavorando con responsabilità per gestire gli impatti sociali dei nostri cantieri, anche attraverso progetti come l’apertura di un asilo aziendale. Monfalcone è nata intorno al cantiere oltre cento anni fa, e continueremo a farla crescere con serietà e visione”.
Con questa lettera, Fincantieri ribadisce la propria autonomia industriale e il ruolo strategico nel mantenere l’Italia tra i protagonisti della cantieristica mondiale — e, come sottolinea Folgiero, “nella posizione di seconda manifattura d’Europa”.
Tag: comune, fincantieri, folgiero, monfalcone, mozione Last modified: Novembre 6, 2025

