Trieste — Il numero delle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) in Friuli Venezia Giulia rimane ancora troppo basso, e in particolare a Trieste si registra un ritardo significativo rispetto alle altre province. A sottolinearlo è Laura Famulari, vicepresidente del Consiglio comunale di Trieste e responsabile regionale per le Politiche sociali del Pd Fvg, che richiama la necessità di un maggiore impegno istituzionale sul piano dell’informazione.
di Matteo Della Bartola
“I dati dell’Osservatorio dell’associazione Luca Coscioni – spiega Famulari – mostrano che in Friuli Venezia Giulia sono state depositate 3.632 Dat, pari a una ogni 172 abitanti. A Trieste, invece, il rapporto è di una ogni 207 abitanti: un numero che evidenzia la necessità di una comunicazione più capillare e strutturata”.
Nel dettaglio, l’Osservatorio ha rilevato 2.105 Dat a Udine (una ogni 168 abitanti), 874 a Pordenone (una ogni 178) e 528 a Gorizia (una ogni 178), contro le 125 di Trieste.
“Se i cittadini non vengono messi a conoscenza di un loro diritto – ha aggiunto Famulari – non potranno esercitarlo. È quindi fondamentale che le Aziende sanitarie e i Comuni siano in prima linea per spiegare come accedere a questo strumento, che consente di tutelare la propria dignità, sollevare i familiari da decisioni difficili e garantire cure coerenti con i propri valori e desideri”.
Alla luce di questi dati, la consigliera dem ha annunciato la presentazione di un’interrogazione alla giunta comunale di Trieste per chiedere un maggiore impegno dell’amministrazione “nell’informare i cittadini, anche attraverso canali tradizionali, poiché in una città con un’alta incidenza di persone anziane è ancora più critico il livello di conoscenza su un diritto tanto importante”.
Tag: dat, fine vita, friuli venezia giulia, Trieste Last modified: Novembre 11, 2025

