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Criminalità e costi per lo Stato: il SAP rilancia la proposta di più rimpatri e più agenti

Trieste (domenica 28 settembre 2025) — Quanto costa allo Stato la criminalità? È questa la domanda al centro del dibattito interno ai sindacati di polizia, che in questi giorni torna ad accendere la discussione su un tema sempre controverso: la remigrazione, ovvero il rimpatrio degli stranieri irregolari o condannati, con un’ottica meno politica e più legata all’impatto sulle finanze pubbliche.

di Matteo Della Bartola

Dietro ogni reato commesso, infatti, si attivano meccanismi costosi per lo Stato: l’intervento delle forze dell’ordine, le indagini, il procedimento giudiziario, la detenzione, le spese mediche. Risorse pubbliche che, secondo il Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), potrebbero essere impiegate in maniera più strategica, a partire da un piano nazionale per l’aumento dei rimpatri.

A riportare il tema al centro dell’attenzione è Lorenzo Tamaro, segretario regionale del SAP per il Friuli Venezia Giulia, che in una nota ufficiale denuncia come “due detenuti su tre nel carcere di Trieste provengano da paesi stranieri, dato in linea con molte altre realtà carcerarie italiane”. Secondo Tamaro, il problema si concentra su due nodi principali: certezza della pena e rimpatrio dei criminali stranieri.

“Il rimpatrio ha certamente un costo – ammette il sindacalista – ma rappresenta anche un investimento utile a evitare che certi soggetti continuino a delinquere e alimentino il circolo vizioso della spesa pubblica legata alla criminalità”.

Il SAP, da oltre 15 anni, sostiene la necessità di ampliare la rete dei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) sul territorio nazionale e di rafforzare l’organico delle forze dell’ordine. “Servono più poliziotti – sottolinea Tamaro – ma serve anche arginare l’ingresso di nuovi migranti irregolari, evitando di creare illusioni su un’integrazione che spesso non avviene, come dimostrano i precedenti”.

Il sindacato contesta l’approccio di chi punta il dito contro i costi dei rimpatri, definendolo ideologico e strumentale. “Invece di scoraggiare questa misura – continua Tamaro – dovremmo trovare soluzioni per aumentare i rimpatri e ridurne i costi. Per esempio, rinegoziando gli accordi internazionali di riammissione per facilitare il ritorno nei paesi d’origine di chi entra illegalmente in Italia”.

Tra le proposte del SAP c’è anche la richiesta di istituire in Friuli Venezia Giulia un reparto mobile e un reparto per la prevenzione dei crimini, strumenti considerati essenziali per fronteggiare le principali emergenze sul territorio.

“Solo così – conclude Tamaro – possiamo contrastare efficacemente terrorismo, criminalità organizzata, traffico di droga, furti, truffe e rapine. Altrimenti cosa facciamo, risparmiamo e lasciamo campo libero a tutto questo?”.

Il dibattito resta aperto, ma il sindacato rilancia con forza la richiesta di maggiore sicurezza e strumenti concreti, anche attraverso una revisione delle politiche migratorie e un rafforzamento dell’apparato di controllo e prevenzione.

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Tag: , , , , , , Last modified: Settembre 28, 2025
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