Trieste (lunedì 26 gennaio 2026) — Nel centenario della nascita di Abdus Salam, fisico premio Nobel e fondatore dell’International Centre for Theoretical Physics (Ictp) di Trieste, il Centro internazionale riapre il dibattito sulla visione che ne ha ispirato la missione: la scienza come patrimonio condiviso dell’umanità. Un’eredità quanto mai attuale, che il 29 gennaio sarà al centro di una tavola rotonda internazionale dedicata al futuro delle tecnologie quantistiche e al loro possibile impatto sulle disuguaglianze globali.
di Matteo Della Bartola
L’incontro metterà a confronto mondo accademico e industria per interrogarsi su opportunità e rischi della quantum science: le nuove tecnologie saranno davvero un bene comune o finiranno per ampliare il divario tra Paesi e sistemi economici? A discuterne saranno Tommaso Calarco (Università di Bologna e Forschungszentrum Jülich), Sabrina Maniscalco (CEO e cofondatrice di Algorithmiq, Finlandia), Dragan Mihailovic (Jozef Stefan Institute e Università di Lubiana) e Peter Zoller (Istituto di Ottica Quantistica e Informazione Quantistica dell’Accademia Austriaca delle Scienze). Al centro del confronto, anche la necessità di garantire accesso aperto alle innovazioni e una distribuzione equa dei benefici.
L’iniziativa si colloca al termine dell’Anno Internazionale della Scienza e della Tecnologia Quantistiche (IYQ), proclamato dalle Nazioni Unite e celebrato nel 2025. L’Ictp è stato tra i principali partner dell’Anno internazionale; il comitato scientifico è stato presieduto dal ricercatore dell’Ictp Rosario Fazio, che prenderà parte anche all’evento conclusivo previsto in Ghana nel febbraio prossimo.
Le celebrazioni per il centenario di Abdus Salam proseguiranno per tutto il 2026 con un calendario di eventi aperti alla comunità scientifica e al pubblico. Dal 27 al 29 gennaio si terranno le Abdus Salam Distinguished Lectures, quattro conferenze di Ignacio Cirac e Peter Zoller dal titolo “Dall’informazione quantistica alle tecnologie trasformative: un viaggio di scoperte straordinarie”. Il 29 gennaio sarà inoltre annunciato il vincitore del premio “Spirit of Abdus Salam”, riconoscimento destinato a chi promuove lo sviluppo scientifico e tecnologico nelle aree più svantaggiate del mondo.
In primavera l’Ictp parteciperà al festival “Scienza e Virgola” della Sissa e ospiterà la Maker Faire del Scientific FabLab, in collaborazione con il Comune di Trieste. Il 4 giugno, al Teatro Miela, andrà in scena lo spettacolo “Il processo ad Abdus Salam”, dedicato alle ultime ore di vita del fisico.
Abdus Salam nacque il 29 gennaio 1926 a Jhang, nel Punjab (oggi Pakistan), primogenito di nove figli. Dopo gli studi al Government College di Lahore, si trasferì all’Università di Cambridge, dove conseguì in tempi rapidi laurea e dottorato in fisica teorica. Nel 1960 propose all’Agenzia internazionale per l’energia atomica la creazione dell’Ictp, che vide la luce nel 1964 a Trieste, anche grazie al contributo del fisico Paolo Budinich.
Il suo lavoro sulla teoria elettrodebole gli valse il Premio Nobel per la Fisica nel 1979, condiviso con Sheldon Glashow e Steven Weinberg. Fino alla sua morte, nel 1996, Salam si dedicò con passione al sostegno degli scienziati del Sud del mondo, convinto che la scienza dovesse essere un’impresa collettiva, capace di unire popoli e Paesi in nome della conoscenza.
Tag: abdus salam, centenario, ictp, scienza, Trieste Last modified: Gennaio 26, 2026

