Trieste (martedì 3 febbraio 2026) — Con l’approvazione del disegno di legge 72, la Regione Friuli Venezia Giulia introduce strumenti straordinari per fronteggiare la carenza di medici di medicina generale, consentendo ai professionisti già in pensione di proseguire l’attività. Il provvedimento è stato approvato dal Consiglio regionale e punta a garantire continuità assistenziale in una fase di forte difficoltà per il sistema sanitario.
di Matteo Della Bartola
«Con questo disegno di legge la Regione interviene concretamente per tutelare la salute dei cittadini», ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, sottolineando come la norma si inserisca in un contesto di criticità che riguarda l’intero Paese. Il testo si coordina con un emendamento del Governo nazionale, che sarà inserito in un decreto in conversione, per mitigare gli effetti fiscali e previdenziali legati al rientro in servizio dei medici in quiescenza.
Riccardi ha evidenziato che il provvedimento nasce da un lavoro condiviso con il Governo e si colloca all’interno di una strategia più ampia portata avanti negli ultimi anni dalla Regione, con investimenti su ambulatori, Case di comunità, attrattività del personale sanitario e sostegno agli enti locali. «Il ddl 72 affronta una criticità strutturale del sistema sanitario nazionale – ha spiegato – che richiede scelte chiare e assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni».
Nel suo intervento l’assessore ha inoltre ringraziato il dottor Gianpiero Fasola, recentemente sostituito dal dottor Giovanni Gerardo Cardellino alla direzione oncologica regionale, per il contributo tecnico fornito. Riccardi ha annunciato che i responsabili della Rete oncologica regionale e il direttore sanitario saranno ascoltati in terza commissione per illustrare l’avanzamento dei lavori e gli effetti delle attività svolte nel 2025, precisando però che le scelte già adottate con l’approvazione del Piano oncologico regionale non potranno essere rimesse in discussione. «È più semplice rinviare le decisioni – ha concluso – ma il compito della politica è scegliere nell’interesse della sicurezza e degli esiti di salute delle persone».
Sull’approvazione del provvedimento è intervenuto anche il capogruppo del Patto per l’Autonomia–Civica FVG, Massimo Moretuzzo, che ha espresso preoccupazione per la gestione complessiva del sistema sanitario da parte del centrodestra, sia a livello nazionale sia regionale. «Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una norma che mette una pezza a un problema creato dalla scelta del Governo di non prorogare la possibilità di affidare incarichi ai medici in pensione», ha affermato. «Abbiamo votato a favore nella consapevolezza che questa non è la soluzione definitiva, ma solo un intervento temporaneo per alleviare una criticità pesante, visto che in Friuli Venezia Giulia migliaia di persone sono senza medico di base».
Moretuzzo ha richiamato i dati demografici regionali, ricordando che il 27 per cento della popolazione ha più di 65 anni e che oltre la metà degli anziani soffre di patologie croniche. «In questo contesto – ha spiegato – il medico di famiglia è centrale per intercettare e gestire la cronicità, evitando che la fragilità si trasformi in dipendenza, e per contribuire all’attuazione dei Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali». Secondo il capogruppo, molte questioni strutturali del Servizio sanitario regionale rischiano però di rimanere irrisolte a causa delle tensioni politiche interne alla maggioranza e del confronto acceso con l’assessore Riccardi.
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