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Cantiere del nuovo Cattinara fermo e futuro incerto: l’allarme di tecnici ed esponenti politici sulla sanità triestina

Trieste — Un cantiere bloccato, un progetto considerato ormai datato e il rischio concreto di ripercussioni sull’intero sistema sanitario triestino. È questo il quadro denunciato nel corso di una conferenza stampa dal consigliere regionale del Pd Francesco Russo, affiancato da figure di lungo corso della sanità e della politica locale: Marino Andolina (già direttore del Dipartimento trapianti del Burlo), Walter Zalukar (ex direttore del Pronto soccorso di Cattinara), l’ex senatrice Laura Stabile, Paolo Radivo, Gianluca Paciucci, autori del volume “Libro Bianco – Burlo e Cattinara verso il 2030 e oltre – Un progetto sbagliato”. Presente anche il consigliere di Avs Furio Honsell.

di Matteo Della Bartola

Il focus della denuncia riguarda lo stallo dei lavori di riqualificazione dell’ospedale di Cattinara e la realizzazione del nuovo Burlo, un progetto avviato anni fa e oggi fermo a causa delle difficoltà finanziarie dell’impresa appaltatrice, la Rizzani De Eccher.

Russo ha parlato senza mezzi termini di “cantiere troppo fermo da troppo tempo”, aggiungendo che le voci sulla solidità economica dell’azienda incaricata dei lavori sono “sempre più preoccupanti”. Un elemento, questo, che rischia di precipitare ulteriormente la situazione: “Se l’impresa dovesse rinunciare, non c’è alcuna alternativa possibile all’interno della graduatoria di gara. Ripartiremmo da zero con un progetto vecchio, annunciato per la prima volta nel 2000”.

Per il consigliere dem si tratta di un vero e proprio allarme bipartisan: “La frustrazione nasce dal vedere variazioni di bilancio miliardarie e risorse pubbliche mai così ingenti andare sprecate”. Russo chiede all’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, una data certa per lo sblocco dei lavori e un “piano B” per garantire la continuità del servizio sanitario, minacciato da questo lungo stallo.

Tra le critiche più dure quelle di Marino Andolina, che già vent’anni fa, da consigliere comunale, aveva potuto esaminare il progetto originale: “La piantina del nuovo ospedale era sbagliata allora e lo è ancora oggi. Prevedeva spazi insufficienti per i trapianti, e questo errore è rimasto. Questo progetto fa a pezzi la pediatria triestina e regionale”.

Walter Zalukar, presentando il Libro Bianco, ha sottolineato come il progetto attuale sia ormai superato: “Costringerebbe Trieste a usare un ospedale vecchio per i prossimi cinquant’anni”.

Ha poi ricordato i disagi vissuti dal 2017 in poi: “Con l’avvio dei cantieri abbiamo subito un taglio del 20% dei posti letto. Nel 2018 furono demoliti cinque piani della torre medica di Cattinara e soltanto uno è stato ricostruito. Quando arrivò il Covid, l’ospedale era impreparato proprio perché mancavano i letti”.

Paolo Radivo, del Coordinamento “Salviamo il Burlo e la pineta di Cattinara”, ha richiamato l’attenzione anche sull’impatto ambientale: “A lavori completati, si conteranno almeno 554 alberi e 94 arbusti abbattuti, oltre a quelli già rimossi per l’ampliamento del depuratore fognario ospedaliero”.

La conferenza stampa si è conclusa con un appello a coinvolgere tutte le forze politiche, di destra e sinistra, per aprire un tavolo comune: l’obiettivo è “salvare la sanità triestina” da un progetto definito troppo vecchio e da un cantiere che rischia di rimanere bloccato ancora a lungo.

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Tag: , , , , Last modified: Novembre 26, 2025
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