Trieste (lunedì 15 settembre 2025) — L’aggressione verbale e fisica subita dal giornalista della Rai regionale Maurizio Mervar durante la manifestazione svoltasi sabato pomeriggio davanti allo stabilimento Leonardo ha suscitato una ferma condanna da tutto l’arco politico, a livello locale, regionale e nazionale. Alla protesta, che ha visto la partecipazione di circa 500 persone tra associazioni, partiti, sindacati, movimenti e semplici cittadini, un piccolo gruppo di manifestanti ha preso di mira Mervar, accerchiandolo, bloccandolo fisicamente e insultandolo con pesanti accuse ideologiche, impedendogli di svolgere il proprio lavoro.
di Matteo Della Bartola
Nel servizio andato in onda sul sito del Tgr Friuli Venezia Giulia, il giornalista ha parlato di “uno sparuto gruppo di esagitati” che ha adottato “atteggiamenti intimidatori, minacce e insulti”, impedendogli di documentare il comizio conclusivo.
Le reazioni di solidarietà non si sono fatte attendere. Il deputato e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Walter Rizzetto, ha espresso vicinanza al cronista: “I giornalisti hanno il diritto e il dovere di informare. La libertà di stampa e il diritto di cronaca devono essere sempre garantiti e tutelati. Ringrazio gli operatori dell’informazione per l’impegno quotidiano nel raccontare con professionalità ciò che accade nel nostro territorio”.
Dura anche la presa di posizione della senatrice di FdI Francesca Tubetti, presidente provinciale del partito a Gorizia, che ha definito l’accaduto “una dimostrazione concreta che la sinistra ha sempre più un problema con odio, violenza e intolleranza”. La senatrice ha inoltre ricordato che Mervar è stato “bloccato da un gruppo di scalmanati e accusato di essere un ‘servo del sionismo’, mentre stava solo facendo il suo lavoro”.
Anche dal centrosinistra è arrivata una netta condanna. La deputata del Partito Democratico Debora Serracchiani ha dichiarato: “La difesa della libertà e dell’incolumità dei giornalisti è un presupposto essenziale del rispetto dei diritti fondamentali. Attacchi come questo sono inaccettabili e vanno condannati senza esitazione. Il passaggio dallo scontro di opinioni alla violenza fisica ha implicazioni gravissime e deve essere evitato a ogni costo”.
Solidarietà è stata espressa anche dal Pd triestino, attraverso la segretaria cittadina Maria Luisa Paglia: “Colpire un cronista mentre esercita il proprio lavoro significa colpire il diritto di cronaca e, con esso, la libertà di stampa garantita dalla Costituzione. Episodi del genere non devono mai essere tollerati. Ci auguriamo che le autorità facciano piena luce sull’accaduto e identifichino al più presto i responsabili”.
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