Trieste (sabato 14 febbraio 2026) — «Fino a quando sarò vivo continuerò a chiedere verità e giustizia per Lilly». Era una promessa che aveva ribadito più volte. Ma Claudio Sterpin non è riuscito a vedere l’ultimo traguardo che si era posto: l’esito dell’indagine per l’omicidio di Liliana Resinovich, la donna di 63 anni con cui aveva dichiarato di aver avuto una relazione.
di Matteo Della Bartola
Ridurre però la sua figura al ruolo di testimone – o presunto tale – nel caso giudiziario sarebbe limitante. Sterpin è stato per decenni un maratoneta di primo piano nel panorama locale e nazionale, distinguendosi non solo per i risultati sportivi ma anche per l’impegno nell’organizzazione di corse e maratone. Un punto di riferimento per molti appassionati, capace di coniugare disciplina, passione e spirito di iniziativa.
Professione autista, aveva lavorato per Trieste Trasporti, quando l’azienda si chiamava Act. Nella sua vita privata aveva avuto due matrimoni.
Negli ultimi anni il suo nome era tornato spesso alla ribalta delle cronache in relazione alla vicenda di Liliana Resinovich, trovata morta a Trieste nel gennaio 2022. Sterpin aveva più volte espresso pubblicamente la propria richiesta di verità e giustizia, mantenendo alta l’attenzione su una vicenda che continua a suscitare interrogativi.
Con la sua scomparsa, Trieste perde una figura conosciuta sia nell’ambiente sportivo sia nella cronaca cittadina: un uomo che, fino all’ultimo, ha continuato a correre – metaforicamente e non solo – inseguendo i propri ideali e le proprie convinzioni.
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